Viterbo – Buttafuori accusato dello stupro di una 17enne, tempi strettissimi per decidere se l’imputato è un “manipolatore” oppure se sia seminfermo di mente, ovvero se debba restare in una struttura per persone con problemi psichici oppure se debba essere “liberato”.
I consulenti, cui è stato affidato l’urgente incarico il 9 agosto, hanno tempo fino al 18 settembre per depositare la relazione.
Vittima una 17enne
Al via la perizia psichiatrica collegiale disposta il 9 agosto dal tribunale per chiarirne la capacità di intendere e di volere. I consulenti nominati dal tribunale la vigilia di ferragosto hanno tempo fino al 18 settembre per depositare la relazione, in vista dell’udienza già fissata per il prossimo 20 settembre, quando si deciderà il prosieguo del processo.
Un approfondimento che si è reso necessario in seguito alle conclusioni contrastanti cui sono giunti il primo consulente medico legale e i responsabili della Rems dove è ricoverato.
Questi ultimi hanno sollevato dubbi sulla seminfermità mentale dell’imputato e a luglio hanno chiesto la liberazione del paziente. che almeno per il momento non è stata concessa.
È l’ultimo capitolo dell’intrigata vicenda giudiziaria del buttafuori ventenne originario di Pomezia, “dottor Jekyll e mister Hyde”, arrestato durante il lockdown della primavera 2020 per lo stupro di una ragazzina minorenne conosciuta in discoteca.
Per il perito del tribunale Alessandro Pinnavaia l’imputato è seminfermo di mente, mentre per i medici di Asl e rems (residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza), Giuseppe Nicolò e Paoletti, è un manipolatore ma non un “matto”, quindi non può essere internato.
Il collegio, riunito il 2 agosto in seduta straordinaria, a fronte della richiesta di liberazione, al termine di un’udienza fiume, ha deciso che, in attesa di chiarire il suo stato con una ulteriore perizia, stavolta collegiale, l’imputato debba restare ricoverato in una struttura per pazienti psichiatrici. Tanto più che, strada facendo, risulterebbe essere stata invece pienamente accertata la sua pericolosità sociale.
Per i medici della Asl Roma 5 e la direttrice della Rems di Subiaco in cui è attualmente ospitato è un “manipolatore”, ma non è malato di mente, per cui se ne deve andare.
Oltre che di violenza sessuale, l’imputato – difeso dall’avvocato Luigi Mancini, pubblico ministero Chiara Capezzuto, parti civili i genitori della vittima – deve rispondere anche di sequestro di persona, rapina e lesioni, con l’aggravante della crudeltà.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
