Viterbo – Alessandro Mazzoli al senato con Enrico Panunzi che non si candida nemmeno. Cominciano a venir fuori le liste elettorali del Partito democratico in vista delle politiche di fine settembre, dopo la riunione di ieri notte della direzione nazionale del Pd nella sede romana del Nazareno.
Alessandro Mazzoli, già deputato nella legislatura 2013-2018, è stato candidato nel collegio uninominale Lazio 1. Una candidatura destinata, come molti dicono, a perdere. Nei collegi uninominali vince infatti chi ottiene un voto in più degli altri.
Alessandro Mazzoli
Non solo, ma Mazzoli dovrebbe anche essere l’unico candidato del Pd espressione della Tuscia. Detto ciò, il collegio in cui è stato candidato comprende i seguenti territori: province di Rieti e Viterbo, città metropolitana di Roma capitale, Allumiere, Anguillara Sabazia, Bracciano, Campagnano di Roma, Canale Monterano, Capena, Castelnuovo di Porto, Cerveteri, Civitavecchia, Civitella San Paolo, Fiano Romano, Filacciano, Formello, Ladispoli, Magliano Romano, Manziana, Mazzano Romano, Monteflavio, Montelibretti, Monterotondo, Montorio Romano, Moricone, Morlupo, Nazzano, Nerola, Palombara Sabina, Ponzano Romano, Riano, Rignano Flaminio, Sacrofano, Santa Marinella, Sant’Angelo Romano, Sant’Oreste, Tolfa, Torrita Tiberina, Trevignano Romano.
Marianna Madia
Fuori dalle liste elettorali, sia alla camera che al senato, il consigliere regionale Enrico Panunzi, dato per certo, fino a domenica, come capolista alla camera nel collegio plurinominale Lazio 1 che comprende tutta quanta la provincia di Viterbo. Il Pd nazionale gli ha invece preferito la parlamentare uscente Marianna Madia nonostante la segreteria provinciale, e quella regionale guidata da Bruno Astorre, avessero indicato Panunzi come numero uno del collegio. Di fronte al fatto compiuto, Panunzi stesso avrebbe rinunciato ad ogni candidatura alle parlamentari del prossimo fine mese. Assieme a Madia, infatti, in lista ci sono, al numero 2, Nicola Santarelli di Fiano Romano e Letizia Carosella (numero 3) di Rieti.
Enrico Panunzi
Una decisione, quella del Pd nazionale, che avrebbe scatenato un vero e proprio terremoto nel Pd viterbese, con messaggi e telefonate a raffica a Bruno Astorre per chiedere al partito nazionale di tornare sui propri passi e minacciando dimissioni in massa da parte di consiglieri, sindaci e coordinatori di circolo.
Daniele Camilli
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