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Attentato a Darya Dugina, l’intelligence russa: “L’esecutrice è una donna ucraina”

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Mosca – Ora Mosca punta ufficialmente il dito contro Kiev per l’attentato che è costato la vita a Darya Dugina, la figlia del filosofo ultranazionalista Aleksandr Dugin. Secondo i servizi russi, l’esecutrice sarebbe una donna ucraina di 43 anni.


Mosca - Palazzo della Lubjanka, sede dei servizi segreti russi

Mosca – Palazzo della Lubjanka, sede dei servizi segreti russi


Lo fa sapere l’Fsb, i servizi di intelligence di Mosca, con un comunicato che è stato ripreso da diverse agenzie russe. “Il crimine è stato preparato e commesso dai servizi segreti ucraini – si legge nella nota -. L’esecutrice è una cittadina ucraina, nata nel 1979, arrivata in Russia a luglio insieme alla figlia e uscita dal paese dalla regione Pskov, da dove ha raggiunto l’Estonia”.

Secondo i servizi russi, la presunta autrice dell’attento avrebbe affittato un appartamento nello stesso palazzo di Mosca in cui viveva la vittima per raccogliere informazioni sul suo conto e pianificare l’omicidio. Per l’Fsb, inoltre, la donna avrebbe partecipato anche alla stessa conferenza nella serata di sabato alla quale era intervenuto Aleksandr Dugin e dove Darya era presente come ospite.


Darya Dugina

Darya Dugina


La 43enne, secondo i servizi russi, avrebbe azionato l’ordigno a distanza e poi, usando negli spostamenti vari documenti di identità, avrebbe guidato attraverso la regione di Pskov fino a raggiungere l’Estonia. Fonti di sicurezza russe, citate dalla Tass, fanno sapere che la donna verrà inserita nella lista dei ricercati e che Mosca ne chiederà l’estradizione. Anche se il ministro degli esteri estone Urmas Reinsalu ha chiarito che finora non è pervenuta nessuna richiesta ufficiale di espatrio da parte delle autorità russe.

Sulla stessa linea degli 007 russi anche lo stesso Aleksandr Dugin, secondo il quale ad uccidere la figlia sarebbe stato “un atto di terrorismo del regime nazista ucraino”. “Era una bellissima donna ortodossa, una patriota, una reporter di guerra, un’esperta per la tv centrale e una filosofa”, ha commentato il filosofo. Che a proposito del conflitto in corso in Ucraina ha aggiunto:  “Ora abbiamo bisogno solo della vittoria. Mia figlia ha sacrificato la sua vita di giovane donna sul suo altare. Quindi per favore raggiungetela”.

Ma Kiev respinge ogni accusa di coinvolgimento nell’attentato a Darya Dugina e pone degli interrogativi sulla ricostruzione della vicenda fatta dalla Mosca. “La propaganda russa vive in un mondo immaginario – ha scritto su Twitter Mikhailo Podolyak, consigliere del presidente Zelensky -. Una donna ucraina e la sua bambina di 12 anni sono state “incaricate” di far saltar in aria l’auto della propagandista Dugina. Sorprendentemente non hanno trovato il visto estone sul posto. Le vipere nei servizi speciali russi hanno iniziato una lotta interna”.


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