Viterbo – “Bagnaccio, il pozzo è stato chiuso, l’acqua non c’è e fare il bagno è impossibile”. Sulla situazione dell’area a nord di Viterbo torna l’assessore al Termalismo Stefano Floris.
In consiglio comunale, Alvaro Ricci (Pd) gli chiede, a titolo informativo, se loro due decidessero di andare insieme a fare un bagno, cosa troverebbero? Vasche vuote è la risposta.
“Il pozzo è stato chiuso – ricorda Floris – essendo stata revocata la subconcessione per l’acqua minerari e quindi non è possibile fare il bagno e comunque quello è un sito privato”.
Effetto della sentenza del Tar, cui i gestori avevano fatto ricorso, opponendosi alla revoca della concessione mineraria. In pratica i giudici hanno dato ragione all’amministrazione comunale.
Il Bagnaccio chiuso
Era stato il dirigente comunale Eugenio Monaco, durante la fase commissariale a emanare l’ordinanza. Ultimo capitolo di una vicenda che si trascina da anni.
Sul provvedimento, Floris ha una sua opinione: “L’ordinanza fatta dal dirigente al termalismo – ricorda l’assessore Floris – è arrivata due giorni prima del ballottaggio. Lasciateci esprimere perplessità sulla tempistica di quest’ordinanza, abbastanza avventata”.
Il capogruppo Pd Ricci non crede alle sue orecchie e probabilmente avrà pensato di ritirare pure l’invito a fare un bagno. Meno male che l’acqua non c’è.
“È un’ingerenza quella dell’assessore – spiega Ricci – l’ex dirigente Monaco ha agito per far rispettare la legge. Come ricorda spesso la sindaca Frontini, giustamente, il rispetto della legge viene prima di tutto.
Monaco l’ha fatta rispettare, però poi la sindaca lo ha cacciato, non confermandolo”. Storce il naso, pure Claudio Ubertini, capogruppo Lega: “In merito a quanto dichiarato dall’assessore Floris sull’ordinanza emanata due giorni prima del turno di ballottaggio, la vorrei informare che il procedimento era iniziato 8 mesi prima, col preavviso di revoca della concessione.
Stefano Floris
Il dirigente è stato anche troppo paziente. Se avesse dovuto seguire i tempi, il provvedimento l’avrebbe emanato prima della caduta dell’amministrazione Arena.
Io da assessore sono stato tra quelli che più di altri ha cercato di risolvere in tutti i modi la situazione, ma per vari motivi è andata così. Anche i gestori non hanno avuto l’atteggiamento giusto per arrivare a una soluzione condivisa”. La soluzione sta in una variante al piano regolatore che però non è stata portata a compimento.
Revocata la sub concessione delle acque termali, va predisposto un nuovo bando. Con il problema che la risorsa mineraria è pubblica, ma dove sfocia è un terreno privato. E comunque prima c’è altro cui pensare.
“Va ottemperata l’ordinanza di demolizione di alcuni manufatti – ricorda la sindaca Frontini – ancora l’amministrazione non ha il verbale di ripristino luoghi. Ho avuto modo d’incontrare i dipendenti del Bagnaccio, è un tema delicato. Ma il ripristino della legalità e la rimozione degli abusi sono ovvia condizione preliminare per agire in qualsiasi modo.
Il comune non può muoversi su un luogo dove a vari livelli è stato certificato che va ripristinata la situazione”.
Sul tema ci sarà magari a settembre un consiglio straordinario. Mentre Ubertini avverte: “È opportuno andare con calma e non fare, sindaca, campagna elettorale dichiarando la riapertura immediata del sito, quando la situazione è di grande difficoltà”.
Giuseppe Ferlicca

