Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Una delle prime azioni della nuova sindaco di Viterbo, è stata la opposizione all’entrata di capitali privati nel consiglio di amministrazione di Talete Spa che per legge dovrebbe gestire tutti i sistemi idrici urbani della provincia. Questa è una chiara difesa della volontà popolare che attraverso un referendum aveva dichiarato l’acqua un bene pubblico, e quindi non concedibile a gestioni private. All’inizio di una stagione di siccità che si protrae dal quasi dieci anni, dobbiamo sperare che si stia aprendo una porta alle inquietudini dei cittadini. Il Lago di Bolsena si riscalda e il fiume Marta si sta trasformando in torrentucolo di montagna. Altro che fiume navigabile in epoca medioevale!
L’acqua è l’elemento fondamentale per la nostra sopravvivenza su questa terra e in questo momento bisogna metterla in sicurezza. Bisogna razionalizzarne il consumo e fare azione di conservazione e protezione della risorsa. Ma bisogna farlo assieme, in una azione personale e responsabile. Bisogna che tutte la comunità si riuniscano in questa lotta contro la desertificazione in atto. Perché se si abbassa la falda freatica, sia perché non si rinnova a causa della mancanza di piogge o per un consumo molto al di sopra dello stock attuale, anche le piante ne soffriranno e lentamente spariranno lasciando la terra nuda e secca.
L’azione comune è il “contratto di fiume” cioè la creazione d’una associazione dei Comuni appartenenti al bacino idrografico, con la finalità di iniziare un percorso di conservazione e protezione della risorsa. Conservare l’acqua che abbiamo sopra e sotto terra e ricaricarla con pozze d’infiltrazione per non far rifluire verso il mare le piogge torrenziali che se non trattenute scorrono e lavano i terreni. Proteggere le sponde del fiume Marta e quelle del Lago con una copertura arborea adeguata, togliere o ridurre le opposizioni al giusto fluire del fiume e dei torrenti, eliminare tutti gli scarichi di acque reflue urbane e delle acque di lavaggio dei campi agricoli, ed alla fine risanare tutti i sistemi idrici urbani affinché si riducano alla quasi totalità le perdite di preziosa acqua potabile.
Come si è scritto al principio, la nuova sindaco di Viterbo ha aperto la strada, e l’ha fatto al momento giusto, quando dopo quasi vent’anni, la società Talete ha completato la sua costituzione di “gerente” di tutti i servizi idrici della provincia, così com’era stata costituita con l’atto n. 17 del 31/07/2003 dalla conferenza dei sindaci dell’Ato n. 1 Lazio Nord Viterbo che aveva deliberato l’affidamento in house providing del sistema idrico integrato, con la costituzione ex novo di una spa partecipata unicamente dalla provincia di Viterbo, dalle amministrazioni comunali facenti parte dell’ambito territoriale e dalle realtà pubbliche esistenti, operanti nel campo dei Servizi Idrici – S.I.I.T. SPA, ROBUR SPA e Co.Ba.L.B. SPA. Anche se come si vede dalla nostra esperienza di tutti i giorni e dalle bollette salate che stiamo pagando, la società non aveva esercitato le mansioni previste vent’anni fa, lasciando al deterioro sia i sistemi idrici municipali che il sistema circumlacuale CO.Ba.L.B. era venuto il momento che la si riprendesse in mano, nell’interesse dell’acqua che riceviamo al rubinetto. L’azione del sindaco è benvenuta ma adesso anche la popolazione deve partecipare alla gestione della risorsa.
Art 1 Segreteria Provinciale Viterbo
