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Viterbo – La carenza di medici di base “è solo la parte più eclatante di un problema che affligge tutta l’Italia” e che è dovuto a “errori di programmazione degli ultimi 20 anni”. Il presidente dell’ordine dei medici di Viterbo, Antonio Maria Lanzetti, non risulta affatto stupito dalle difficoltà segnalate dai vari rappresentanti dei territori negli ultimi mesi legate alla mancanza di medici.
“Nel giro di pochi anni sono andati in pensione tanti colleghi tutti insieme – spiega Lanzetti – e non c’è stato adeguato ricambio generazionale. È il risultato di scelte programmatiche sbagliate effettuate negli ultimi vent’anni”. E adesso “per le Asl non è per niente facile trovare la quadra del problema, perché la carenza di medici è strutturale su tutto il territorio italiano”.
Lanzetti, infatti, sostiene che “la mancanza di medici di base è solo la parte più eclatante del problema. Essendo il primo presidio che incontra il cittadino, l’assenza di un medico di base salta all’occhio più facilmente. Ma anche negli ospedali gli organici sono sottodimensionati e si lavora in condizioni di fortissimo stress, con il conseguente rischio più elevato di commettere errori”.
La possibilità di trattenere in servizio i medici in età da pensione è solo “un palliativo”, così come l’arruolamento in servizio di giovani “non ancora completamente formati”. Lanzetti, anzi, sostiene che queste soluzioni possano presentare ulteriori problemi anche sulla qualità del servizio offerto all’utenza, “soprattutto nel caso dei medici giovani, che sicuramente sono molto bravi, ma hanno bisogno del loro tempo per acquisire l’esperienza necessaria a gestire da soli certe situazioni”.
“Una situazione molto seria – conclude il presidente dell’ordine dei medici – che a effetto domino colpisce sia i cittadini che usufruiscono del servizio che gli stessi medici che lo erogano. Purtroppo a suo tempo non si è tenuto conto dell’evoluzione a cui alcuni servizi stavano andando incontro: dovendo aumentare l’offerta che la sanità presentava, non è considerata la necessità di aumentare di pari passo anche l’organico”.
Alessandro Castellani
