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Civita Castellana – Inizia la cassa integrazione per le aziende che ne hanno fatto richiesta, tra cui Saturnia, Hidra e Azzurra. La preoccupazione dei lavoratori è palpabile, soprattutto tra i monoreddito.
Ultima settimana di agosto, tempo di rientrare a lavoro. Non per tutti, o almeno non per gli operai che resteranno a casa a causa dell’inizio del periodo di cassa integrazione. Insostenibili i prezzi delle bollette di luce e gas, e le aziende sospendono la produzione in attesa di costi migliori.
Nei giorni scorsi il prezzo del gas ha superato i 300 euro al megawattora, e secondo la viceministra all’economia Laura Castelli ci sono i presupposti per un nuovo decreto che possa calmierare gli effetti del prezzo del gas che “ha raggiunto livelli record e insostenibili”. “Ritengo si debba intervenire nei prossimi giorni – ha aggiunto Castelli – il caro bollette, il prezzo esorbitante del gas che raggiunge livelli record che mettono in ginocchio famiglie e imprese è non solo una priorità, ma una vera e propria urgenza”.
La situazione preoccupa e non poco l’intero comparto ceramico civitonico, anche se le aziende cercano di rassicurare i propri lavoratori. Come la Saturnia, che in una nota diffusa chiarisce la richiesta della cassa integrazione, fatta soltanto a scopo preventivo. Così si legge: “L’azienda Saturnia Srl comunica che la Cigo (Cassa integrazione ordinaria) è stata richiesta in maniera preventiva così come hanno fatto tantissime aziende in Italia, in attesa che i prezzi del gas tornino ‘ragionevoli’, replicando peraltro l’operazione che era stata fatta a gennaio quando la Cigo era stata richiesta ed accordata ma assolutamente non utilizzata“.
Cigo alla quale sono ricorse anche le ceramiche Hidra e Azzurra, per un periodo che va dalle 9 alle 13 settimane, salvo rinnovi. Ancora tante le incognite per le aziende che riapriranno, la certezza è l’inflazione galoppante che ha portato inizialmente ad aumentare i prezzi di listino, in seguito per alcune alla cassa integrazione mentre per altre un possibile stop ai forni.
La situazione preoccupa maggiormente le famiglie monoreddito, per le quali i sindacati, tra cui Femca-Cisl, chiedono un sostegno al reddito almeno fino a fine anno. Si va delineando un quadro a tinte sempre più fosche, per il quale occorre trovare delle soluzioni sia in termini di occupazione, per evitare una recessione, che di aumento dei prezzi per impedire la spirale inflazionistica che sicuramente creerebbe.
Non resta che aspettare che arrivino tempi migliori, e che il prezzo delle bollette inizi a scendere.
Giusi De Novara
