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Roma – (g.f.) – “Se la risposta sarà negativa, la responsabilità della rottura sarà tutta di Enrico Letta”. Carlo Calenda (Azione) aspetta che dal Partito democratico qualcuno dia un cenno alle proposte avanzate dall’ex ministro per andare insieme alle politiche di settembre.
Per coalizzarsi, Calenda ritiene fondamentale due aspetti. Il primo: “Non candidare nei collegi uninominali Fratoianni che ha votato 55 volte no a Draghi – spiega Calenda – Bonelli che non vuole il termovalorizzatore a Roma e Di Maio, che ha distrutto tutto il lavoro messo in piedi al Mise ed è stato tra i politici più trasformisti.
Non ci chiedete di prendere i nostri voti per eleggere queste persone. Lo abbiamo detto a Letta”.
Di contro: “Noi non candideremo negli uninominali che ci spettano, persone ritenute divisive, perché bisogna unire”.
Il secondo punto: “Allo stesso tempo abbiamo chiesto una base di programma comune, non tutto, ognuno capisco che ha le sue idee. Ci sono molti temi che Letta condivide. A me sembra il minimo sindacale per non mettere insieme un’accozzaglia.
Noi stiamo aspettando una risposta, ma caro Letta, se dovesse essere negativa la responsabilità sarà interamente tua”.
