Montalto di Castro – “Se non vieni a scopare con me ti faccio del male”. Minacce pesantissime quelle rivolte da un giovane a una ragazza che lavora da Slurp, sul lungomare di Montalto Marina.
Montalto Marina – I carabinieri davanti allo Slurp
Erano le 23 di mercoledì 18 agosto, c’erano tanti clienti fuori dal locale, quando un ragazzo sarebbe più volte passato allo Slurp per molestare una ragazza di 30 anni che lavora lì.
Stando alle testimonianze, sarebbe passato una prima volta, cercando di circuire la giovane. Poi si sarebbe allontanato per passare una seconda volta e arrivare al punto da rivolgerle minacce pesantissime: “Se non vieni a scopare con me ti faccio del male”.
La ragazza, per lo shock e lo spavento è svenuta ed è stata soccorsa dai sanitari del 118.
A parlare della vicenda, la proprietaria dello Slurp, Patrizia Bivona, che è ancora sconvolta per l’accaduto.
“Lui lavora in un locale vicino a noi – spiega Bivona -. Quando è uscito dal lavoro, intorno alle 23, è venuto a importunare la mia ragazza. Noi ancora eravamo aperti. E’ stato rincorso da mio marito e da tre clienti amici che stavano lì. Lui era già scappato una prima volta. Poi ci ha provato dopo mezz’ora cercando di entrare in gelateria e dicendole ‘Se non vieni a scopare con me ti faccio del male’. Poi è fuggito”.
Parole gravi e molto pesanti quelle rivolte alla ragazza. “Mio marito e altre persone che si trovavano lì – continua la proprietaria dello Slurp -, lo hanno rincorso e lui ha buttato giù un tavolino che è finito addosso a mia figlia, facendole male alla gamba. Eravamo tutti lì ad accerchiarlo ma lui è riuscito a fuggire e ad andare a prendere la macchina per fare le sgommate avanti indietro, avanti indietro, davanti al locale”.
Il giovane è stato bloccato dai carabinieri per tutti gli accertamenti del caso.
“All’inizio il giovane continuava a molestarla, a dirle: ‘Esci con me, vieni con me, andiamo a scopare, però non si era permesso di avvicinarsi troppo – racconta Patrizia Bivona -. La seconda volta invece sì”.
La giovane, al momento, si troverebbe al sicuro. “Le abbiamo portato da mangiare, ha avuto le palpitazioni ed è svenuta due volte addosso a me – ricorda Patrizia Bivona -. Un incubo”.
La ragazza molestata lavora allo Slurp con altre coetanee, di origine algerina. La proprietaria le descrive come ragazze riservatissime che tendono a non dare confidenza a nessuno.
“Sono bravissime, laureate – le descrive Patrizia Bivona -, per un fatto di religione non si fanno vedere, sono coperte dal velo, non si scoprono nemmeno le braccia, non danno confidenza a nessuno. Invece lui una di loro la voleva per forza”.
Elisa Cappelli
