Viterbo – Un agguato in piena regola. Forse un vero e proprio commando composto da più persone e riconducibile alla criminalità organizzata, probabilmente romana. Sarebbe questa la pista intrapresa dagli inquirenti per l’uccisione di Salvatore Bramucci il 58enne pregiudicato di Civitavecchia assassinato a colpi d’arma da fuoco a pochi metri di distanza dalla sua abitazione. In strada Basso della campana in contrada Madonna di Loreto, a Soriano nel Cimino.
Soriano nel Cimino – Contrada Madonna di Loreto – La strada lungo la quale è stato ucciso Salvatore Bramucci
I fatti risalgono a domenica mattina quando Bramucci attorno alle 8 esce di casa con la sua Chevrolet Captiva. Pochi metri dopo aver lasciato casa, viene assassinato con 4, 5 colpi di pistola sparati sul parabrezza. Ucciso sul colpo. Chi ha sparato si dilegua e il corpo senza vita sarebbe stato scoperto da alcuni sportivi di passaggio, alle 10 e mezza. Sempre di mattina. Circa un paio di ore dopo.
Salvatore Bramucci
Ad occuparsi delle indagini i carabinieri, intervenuti sul posto dopo l’agguato. Sulla vittima gravavano due condanne per usura con patteggiamento di una pena a 3 anni e 4 mesi e successiva ammissione ai benefici dei domiciliari con facoltà di allontanarsi per 6 ore al giorno. Bramucci, infatti, era stato arrestato dalla polizia nel gennaio 2020 insieme a un ex agente penitenziario. I due intercettavano imprenditori in difficoltà, titolari di piccole aziende, imprese agricole o artigiane, studi professionali con difficoltà di accesso al credito in una realtà, come quella viterbese, permeata dall’usura. Chi non pagava veniva minacciato. Nel 2007 Bramucci era già stato arrestato per usura e tentata estorsione nell’ambito dell’operazione Bobcat. Attualmente gestiva un canile con la moglie.
Soriano nel Cimino – Contrada Madonna di Loreto – Il punto della strada in cui si sarebbe immesso Bramucci domenica
E pare che domenica mattina attorno alle 8 Bramucci fosse uscito di casa per gettare i rifiuti riguardanti proprio quest’attività. Contrada Madonna di Loreto muove dalla periferia a sud di Soriano per comprendere anche tutta la campagna attorno, di fatto fino alla trasversale Orte-Civitavecchia. Una distesa di territorio senza grossi punti di riferimento, con le strade sterrate e la segnaletica verticale sbiadita. Intorno, nocciole, ulivi e abitazioni sparse qua e là. Bramucci abitava in una di queste, in strada Basso della campana, in fondo a una via che si conclude con la campagna. Un vicolo cieco. Per arrivare in un qualsiasi punto di questa zona bisogna innanzitutto sapere dove si va. Una zona da cui ci si immette dalla strada, asfaltata, che porta alla traversale. Poco più avanti un distributore e una piscina, nulla più fino all’imbocco della superstrada all’altezza di Chia.
Soriano nel Cimino – Contrada Madonna di Loreto – Il vicolo cieco
La sterrata porta poi di nuovo a Soriano, ed è forse per questo che gli sportivi passano di lì. Oppure alle ville, ficcandosi in altre sterrate, a volte anche molto strette e comunque sia senza troppe vie d’uscita per chi si trova all’interno di un’automobile. Lungo queste strade di campagna se uno volesse fuggire di corsa dalla propria automobile, si troverebbe chiuso a destra dai muri di cinta e a sinistra avrebbe sono i poco agevoli campi di nocciole. Ed è la situazione in cui si è trovato Salvatore Bramucci domenica mattina quando gli hanno sparato addosso diversi colpi di arma da fuoco uccidendolo. Si è trovato chiuso dentro la propria auto, senza via d’uscita. Sparargli sul parabrezza era di fatto l’opzione più razionale che aveva il killer.
Soriano nel Cimino – Contrada Madonna di Loreto
Diverse invece le ipotesi riguardanti le modalità dell’agguato. Innanzitutto le telecamere. La zona dove è stato ucciso Bramucci è raggiungibile direttamente dalla superstrada e la trasversale può essere ripresa semplicemente tornando indietro. Se uno vuole passare per Soriano, dove ci sono le telecamere, ci deve andare apposta. In zona ci sono inoltre alcuni casali abbandonati e gli stessi nocciole sono un buon rifugio dove nascondersi senza essere visti da nessuno. Specialmente di domenica, quando non si lavora e il passaggio di eventuali sportivi può essere eventualmente monitorato e calcolato nei tempi.
L’abitazione di Salvatore Bramucci
A sparare potrebbe essere stata una sola persona che tuttavia potrebbe non essere stata da sola. A gestire l’operazione potrebbe infatti essere stato un commando, così come il punto dove Bramucci è stato ucciso potrebbe essere stato bloccato da una macchina, a chiudere la strada. Tant’è vero che via da cui sarebbe voluto uscire Bramucci incrocia in mezzo al nulla la sterrata principale, quella che da un lato porta a Soriano e dall’altro alla strada che conduce alla trasversale. E potrebbe essere questo il punto esatto in cui Bramucci è stato assassinato. Trovandosi di fronte una macchina a bloccargli il passo e il killer su un altro mezzo, una motocicletta, che scende e fa fuoco. Con Bramucci senza via d’uscita e con un vicolo cieco alla spalle. Interessante sarebbe inoltre vedere se in sede di autopsia, oggi dovrebbe arrivare l’autorizzazione del magistrato, dovesse o meno emergere anche un colpo sparato a bruciapelo da breve distanza. Il quinto colpo. Quello per accertarsi definitivamente che la vittima è stata sicuramente uccisa. Un modo di agire che di solito non appartiene agli sprovveduti. Un omicidio pianificato.
Daniele Camilli
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