Tuscania – Riceviamo e pubblichiamo – In riferimento al comunicato stampa in cui si rendeva noto che sei associazioni di protezione ambientale, Aciec, Enpa (Ente nazionale protezione animali), Italia Nostra, L’Altritalia Ambiente, Pro Natura e Vas (Verdi ambiente e società),hanno chiesto al MIC (Ministero della Cultura) di formulare un piano ove individuare aree idonee all’installazione di tali impianti, si ribadisce che il consiglio di stato, con sentenza n.02242/2022, pur dando ragione alla ditta ricorrente, lascia aperto uno spiraglio, cioè da la possibilità al Mic di redigere un piano ove siano indicate le aree idonee e quelle non idonee alla realizzazione di tali impianti.
L’istanza delle associazioni in questione quindi, mira a chiedere al suddetto ministero di rimuovere quello che il consiglio di stato ha definito “vizio di motivazione”, presentando cioè in tempi stretti un piano paesaggistico ove siano indicate tali aree. Una formula del tutto differente rispetto a quanto afferma nella replica l’associazione GIS (Gruppo Impianti Solari) secondo la quale invece il consiglio di stato avrebbe autorizzato la costruzione dell’impianto.
In parole povere, il consiglio di stato pur ribadendo che al momento non vi siano vincoli, ciò non impedirebbe al Ministero di individuare siti alternativi meno impattanti sul piano paesaggistico ed ambientale in linea con i principi costituzionali e comunitari in materia. Il fine ultimo di tali azioni, non è quello dell’accanimento, come afferma il comunicato di GIS, volto a “ostacolare la produzione di energia rinnovabile, pulita, locale”.
Tutt’altro, invita anzi a installare tali impianti in alto, su tetti di abitazioni non vincolate, su capannoni industriali, agricoli etc. Tali azioni, così come definite da GIS, non sono il frutto “ pericoloso” de “il germe dello pseudo-ambientalismo corrotto da una logica che va contro l’interesse collettivo e qualsiasi dialogo costruttivo per il bene di cittadini, città e ambiente”, bensì di un interesse (non economico da parte dei proponenti) a salvaguardare il paesaggio, la produzione agricola (ricordiamo che l’Italia importa dall’estero il 38% del suo fabbisogno alimentare), l’ambiente e la biodiversità. Ora, secondo il parere delle suddette associazioni che non hanno fini di lucro (loro), ricoprire ulteriori 250 ettari di terreno agricolo della Tuscia con pannelli fotovoltaici, non aiuta certo alla salvaguardia del paesaggio, della produzione agricola, dell’ambiente e della biodiversità.
Tutt’altro. Ricordiamo inoltre a GIS che se è vero che c’è una pesante crisi energetica, è pur vero che si prospetta un’altretanto grave crisi alimentare e comunque, a nostro parere, non si aiuta certo il clima ricoprendo intere aree verdi di pannelli solari, così come mostrato nella foto in home page sul sito di GIS, né tantomeno riteniamo che in tal modo si possa “garantire il rispetto delle regole in perfetta armonia tra ambiente, paesaggio e agricoltura”, sempre come riportato sul suddetto sito.Una diametrale visione dunque, quella delle associazioni firmatarie dell’istanza rispetto a quella di GIS. Dal canto nostro invitiamo la suddetta associazione a voler prendere in considerazione l’installazione di tali strutture su territori già impermeabilizzati in modo da non arrecare danni al paesaggio, all’ambiente e all’agricoltura.
Renato Narciso Segretario Generale L’Altritalia Ambiente
