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“Una Rosa dal cielo per benedire Viterbo”

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Viterbo – “Una Rosa dal cielo. Una Rosa in volo per benedire Viterbo”. Il 2 settembre alle 10,30 di mattina un elicottero dell’esercito sorvolerà la città dei Papi con il cuore di Santa Rosa, prima del corteo storico del pomeriggio, assente ormai da tre anni, il primo a causa della pioggia, gli altri due del Covid, e in vista del trasporto di Gloria del 3 settembre alle 21. Così don Luigi Fabbri e don Emanuele Germani.


Viterbo - La presentazione del volo del cuore di santa Rosa in elicottero

Viterbo – La presentazione del volo del cuore di santa Rosa in elicottero


“L’esercito – ha sottolineato il comandante dell’aviazione dell’esercito Andrea Di Stasio – è uno strumento a disposizione della società”.

Questa mattina la presentazione dell’iniziativa in curia vescovile a piazza San Lorenzo, Viterbo. Assieme a Di Stasio, ci sono anche la sindaca Chiara Frontini, il capogruppo di Viterbo 2020 Giancarlo Martinengo, il vicario del vescovo don Luigi Fabbri, suor Francesca del santuario di Santa Rosa e il portavoce della diocesi don Emanuele Germani.


Don Luigi Fabbri con la sindaca Chiara Frontini

Don Luigi Fabbri con la sindaca Chiara Frontini


Un’iniziativa nata dalla collaborazione tra diocesi di Viterbo e comando dell’aviazione dell’Esercito.

L’elicottero che verrà utilizzato per il sorvolo della città sarà un veicolo H90, prodotto della collaborazione tra diversi paesi europei. Un elicottero in dotazione al terzo reggimento dell’Esercito. Un veivolo che ha prestato servizio anche in Afghanistan.


Andrea Di Stasio

Andrea Di Stasio


L’elicottero sorvolerà Viterbo e gli ex comuni per tre quarti d’ora. In volo, con un equipaggio del Reos, anche la sindaca Chiara Frontini, il prefetto Antonio Canana’, il vescovo Lino Fumagalli, il questore Giancarlo Sant’Elia, suor Francesca Piazzaia, il presidente del sodalizio dei facchini e il capofacchino, rispettivamente Massimo Mecarini e Sandro Rossi e don Emanuele Germani.

“L’aviazione nasce e vive nella città di Viterbo – ha detto Di Stasio -. E noi siamo i suoi cittadini in uniforme”.


Don Emanuele Germani

Don Emanuele Germani


“La processione del 2 settembre – ha sottolineato don Luigi – è la processione della ripresa dopo gli anni difficili del Covid, anni di sofferenza, dolore e incertezza. C’è un clima di sfiducia e grande desiderio di ripartenza. Il sorvolo del 2 settembre è un invito a farci carico dei problemi della città e del territorio. Santa rosa ci invita a guardare in alto, a sollevare lo sguardo. Santa Rosa ci invita a guardare e volare alto. A non seguire l’egoismo ed aprirsi agli altri”.

“Un trasporto all’insegna dell’innovazione e della tradizione – ha aggiunto la sindaca Frontini -. Una novità assoluta e importante che sottolinea ancora di più la religiosità della manifestazione. Un’iniziativa che sottolinea questo rapporto sempre più stretto tra esercito, amministrazione e diocesi. Con nuovo protagonismo. Il cuore della Santa sorvolerà anche gli ex comuni attorno a Viterbo per dare un segnale di inclusione e unità della città nelle sue molteplici identità”.


Chiara Frontini con Giancarlo Martinengo e suor Francesca

Chiara Frontini con Giancarlo Martinengo e suor Francesca


La giornata del 2 settembre sarà poi Rocca di avvenimenti. Alle 9 in piazza San Sisto il vescovo, il prefetto, la sindaca e il comandante dell’aviazione assisteranno alla tradizionale pesata della macchina di Santa Rosa a opera dei baschi azzurri del quarto gruppo squadrone “Scorpione” dell’aviazione dell’Esercito. A seguire le autorità si sposteranno all’aeroporto Fabbri dove suor Francesca, custode del Santuario, donerà’ all’aviazione dell’esercito una reliquia di Santa Rosa. Al termine, attorno alle 10 l’elicottero dell’aviazione si alzerà in volo con il cuore della patrona.

“Santa Rosa il 3 settembre viaggia nelle strade – ha commentato Martinengo – e sono convinto che negli anni a venire vorrà tornare di nuovo in volo”.

Infine suor Francesca. “I santi sono in comunione in cielo ma anche in terra. Per questo sorvolo è anche un modo per restituire agli altri ciò che Dio mi ha donato”.

Daniele Camilli


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