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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Nelle le strutture dell’istituto “Villa Rosa” si è concluso qualche settimana fa il progetto “Artistica-mente” realizzato dalla “Associazione solidarietà e servizio” (presidente Giuliana Natali) e indirizzato alle persone con disabilità psichica presenti in istituto.
Obiettivo: offrire supporto per un miglioramento della qualità della vita di 14 ospiti della struttura psichiatrica mediante attività artistica, promuovendo la loro autostima, al fine di incrementare il livello di socializzazione e sviluppare le funzioni cognitive di memoria ed attenzione. Al termine del corso, il pittore Ireneo Melaragni ha valorizzato il lavoro dei ragazzi, creando l’opera “La strada dei diamanti”: un intenso palinsesto in cui sono confluite, insieme con il peculiare stile visivo dell’artista, tutte le opere realizzate dai partecipanti, dando forma a una composizione armonica e di insieme, dove il percorso, irto di difficoltà e sconnesso, della vita conduce a una meta finale preziosa e sacra. Qui di seguito le riflessioni dell’artista.
La strada dei diamanti.
Un’opera corale dedicata a donne e uomini ospiti di Villa Rosa.
Per la “regia” visiva dell’artista Ireneo Melaragni.
Era maggio 2007, uscivo dal “cancellone” di Villa Rosa, mia madre andata in cielo. Quindici anni più tardi sono tornato a varcare quella porta dal versante opposto, in entrata. Non nascondo l’emozione, non è stato semplice. La finalità estremamente diversa. Esiste, quando veniamo al mondo, il senso della vita: siamo portatori sani di atavici valori. In noi-essi il respiro della bellezza, essenza di luce ed emozioni. Tra il bianco e il nero, il colore, opere d’arte.
Qui e ora, il folto e operoso gruppo di solidarietà e servizio “Solis”: particolarmente Giuliana e Maurizio, dirigenti dei volontari, Laura ed Ester, insegnante curatrice dell’innovativo progetto “Artistica-mente” (rivolto agli ospiti di Villa Rosa e realizzato con l’imprescindibile contributo della Fondazione Carivit). Tutti insieme, nel celebrare la vita, la dignità dell’umano, abbiamo sperimentato un evento d’arte e amore. Passioni ed emozioni, professionalità e senso del fare, a cuori aperti, ne hanno determinato il successo. Protagonista una folta pattuglia di ospiti della struttura. Un viaggio attraverso il colore. Messa tra parentesi dell’io in virtù di un più universale noi. Noi gruppo di lavoro, noi esseri umani.
Personalmente, con Antonella, Massimo, Sandro e tutti gli altri “apprendisti”, ho potuto incontrare l’altro me. In questi giorni fecondi e costruttivi, un concetto mi ha particolarmente coinvolto: quello di armonia. Tutto dire. Da tali suggestioni è nata l’opera corale “La strada dei diamanti”. Dove un condiviso senso dell’essere al mondo ha guidato i partecipanti alla realizzazione di singole opere pittoriche (di piccolo formato). Le quali infine, montate dal sottoscritto in un’unica struttura, hanno delineato una strada, percorso possibile per un Oltre. A fungere da legante, la sovrapposizione di un mio trittico “bianco” (indice di sacralità, tesoro prezioso cui tendere).
Mentre però la strada irta e sconnessa, fusa con le cicatrici del difficile viaggio della vita, può incoraggiare gli ospiti-apprendisti al raggiungimento del proprio obiettivo, la limpidezza del nostro sguardo di spettatori-osservatori (costruttori e presunti “detentori” di verità e saperi) rischia costantemente d’essere impedita dall’intricata siepe del pregiudizio. Lavorando fianco a fianco perciò, necessita un costante sforzo di abbattimento del preconcetto psicologico e culturale, dell’ipocrisia sociale. Serve, voglio dire, uno sguardo nuovo, una nuova idea del viaggio: tra le due terre, terra e cielo, verticale e orizzontale, un ritrovato senso sacrale della vita, invisibile e inspiegabile il-limite, per nuovi tracciati esistenziali.
Ireneo Melaragni




