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“Siccità e prezzi elevati dei foraggi: allevatori in difficoltà, costretti ad abbattere parte del bestiame”

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Viterbo – Situazione critica per gli allevatori viterbesi, costretti a fare i conti con le scarse piogge e il conseguente aumento dei costi dei foraggi. A lanciare l’allarme è il presidente provinciale della Cia Sergio Del Gelsomino. Parole e considerazioni che non nascondono preoccupazione per un settore, quello zootecnico, che si trova ad affrontare profonde difficoltà. “Il problema è la siccità che in particolare quest’anno sta interessando la nostra zona – afferma Sergio Del Gelsomino-. A causa della poca pioggia, stiamo stiamo facendo mangiare i nostri animali con mangimi e foraggi. Non c’è erba da poter dare agli animali e questo ha fatto lievitare i costi dei prodotti utilizzati come mangime. Le aziende si trovano di fronte ad aumento dei prezzi sproporzionato”.


Sergio Del Gelsomino

Sergio Del Gelsomino


La prima criticità, come spiega il presidente provinciale della Cia, è la siccità. Segue poi l’elevato costo dei mangimi e foraggi. “Oggi un foraggio sta a al 30% in più, se non il 40% in più, dello scorso anno – aggiunge Sergio Del Gelsomino -. E ovviamente si aggiunge la scarsità del prodotto, dovuta sempre ala siccità”.

Un circolo vizioso la cui origine risale a mesi fa. “Il costo dei mangimi e dei foraggi è iniziato ad aumentare ad ottobre scorso. Un trend che è sempre in salita perché scarseggia la quantità del prodotto”, spiega  il presidente provinciale della Cia.

Sergio Del Gelsomino arriva a lanciare un allarme: “La situazione è talmente critica che tanti allevatori stanno anche valutando di abbattere parte del bestiame per evitare il crollo delle aziende. E sicuramente non ci sarà il nuovo allevamento del bestiame”.

Il presidente della Cia spiega la situazione con ancora più precisione. “Ogni anno la stalla ha il 10% o 15% di capi nuovi che vanno a sostituire quelli vecchi per mantenere lo standard dell’età media dei capi. Ma questo processo non potrà esserci. Gli allevatori sono in una situazione molto critica. Dobbiamo sollevare il problema e cercare possibili soluzioni”.

Una situazione esacerbata da un insieme di fattori. “Il prezzo del gasolio continua a essere molto alto e non ci hanno rinnovato la decontribuzione per i mesi di maggio e giugno – chiarisce Sergio Del Gelsomino -. Diciamo che al momento c’è una congiuntura sfavorevole per le aziende: non ci sono piogge abbandonati, con questa siccità non si può fare la semina degli erbari. Aspetteremo di seminare fin quando non avremo la certezza delle piogge”. 

Un problema complesso che non può avere una semplice via di uscita. “Non si può immaginare una soluzione facile. Innanzitutto speriamo nelle piogge perché permettono di far crescere l’erba per dare da mangiare agli animali – aggiunge -. Poi è necessaria la decontribuzione dei carburanti. La regione Lazio ha aumentato del 50% il quantitativo di carburante annuo però bisogna anche abbattere i costi di produzione, altrimenti ci saranno problemi a cascata sull’acquisto degli alimenti. Il settore ha paura in questo momento. Non è un’annata ottimale. Anche perché quest’anno ci sarà anche meno produzione di uva, sempre a causa della siccità. Aspettiamo le nocciole per vedere i risultati, ma comunque non è un’annata ottimale”.

Per il presidente della Cia bisogna attenzionare il settore nelle sedi opportune. Ecco perché è previsto un incontro istituzionale. “Questa mattina – conclude Del Gelsomino – ci sarà un incontro alla sede nazionale della Cia. Avremo un colloquio con il Ministro dell’Agricoltura, Stefano Patuanelli, e faremo delle richieste specifiche”. 

Maurizia Marcoaldi


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