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Pistoia – Un colpo di pistola alla fine del turno di lavoro.
Questo quanto trapelato dalle prime ricostruzioni sulla vicenda di Beniamino Presutti, 50 anni, maresciallo della finanza, che ieri mattina si è tolto la vita nella caserma di Pistoia.
Era residente a Vitorchiano e presto si sarebbe trasferito a Viterbo per un nuovo incarico.
Negli ultimi istanti di vita ha preso una decisione molto forte: scrivere una lunga lettera sulle motivazioni del suo gesto e diffonderla agli organi di stampa.
Erano le 5,40 circa, quando quella email drammatica è stata spedita. Nelle ore successive è stata aperta dalla redazione di Tusciaweb, all’inizio del turno, e pochi momenti dopo è stato lanciato l’allarme ai carabinieri. Un po’ nella speranza di poter essere ancora in tempo per fare qualcosa, un po’ augurandoci che fosse solo un brutto scherzo.
Ma per Beniamino Presutti non c’era già più nulla da fare. A Pistoia, infatti, alle 7, era già stato lanciato l’allarme ai soccorritori del 118 che non hanno potuto fare altro che constatare la morte dell’uomo avvenuta, verosimilmente, qualche minuto dopo aver spedito la lettera ai quotidiani. I rilievi sono stati affidati agli agenti della polizia.
Presutti, 50 anni compiuti ad aprile, ha scritto di non avere problemi familiari né fisici. Il suo gesto sarebbe dovuto soltanto a cause di lavoro.
“Scrivo la presente mail – spiega -, alcuni minuti prima del mio decesso, al fine di far conoscere le cause che mi hanno portato a prendere questa decisione”.
Racconta che per più di 25 anni è stato impiegato in una sala operativa della guardia di finanza e di aver studiato per prendere delle specializzazioni con la finalità di ottenere un trasferimento a Viterbo. Trasferimento di fatto riuscito, ma con destinazione a un settore di servizio completamente diverso. Dopo anni di sacrifici e, come scrive, di turni massacranti.
“Questo nuovo impiego, a cui sarò destinato – scrive Presutti -, ha suscitato in me una forte tensione emotiva dovuta anche allo stress che ho accumulato nel corso degli anni di servizio poiché, sono stato impiegato anche in turni di 12/18 ore continuative o senza rispettare l’intervallo tra un turno e l’altro che deve essere di 11 ore”.
Stando a quanto riportato dalla Nazione, avrebbe usato la pistola di ordinanza per togliersi la vita.
Pioggia di commenti di cordoglio e affetto sui social a poche ore di distanza dalla diffusione della notizia. “Spesso – scrive Antonio – le situazioni lavorative vissute con pressione, i rendimenti, la determinazione a raggiungere obbiettivi personali possono diventare ossessioni che nel nostro ambiente diventano pericolose. Cari colleghi sappiate che gli obbiettivi del corpo ma anche quelli personali non sono nulla rispetto alla vita… gli elogi, gli encomi e le medaglie sono piccole soddisfazioni rispetto alla famiglia e all’amor proprio. Riposa in pace collega”.
“Povero Beniamino – ricorda Stefano -, amico d’infanzia, non ci sono parole per descrivere il dispiacere di una notizia così triste”.
Elisa Cappelli
Articoli: Mancuso (Nuovo sindacato carabinieri): “Un altro collega si è tolto la vita nell’indifferenza più assoluta” – Annuncia di uccidersi mandando un’email a Tusciaweb
