Viterbo – Arrivano le giostre. A Valle Faul, Viterbo, fuori le mura. Per la prima volta da un lato e dall’altro di via San Paolo, la strada che dalla rotonda punta dritta verso il Carmine, quartiere a sud della città.
Viterbo – Le giostre a Valle Faul
Oggi pomeriggio l’apertura del “parco”, attorno alle 16, in coincidenza con il trasporto della minimacchina del Pilastro, quartiere che sta poco più avanti, ma dal lato opposto rispetto al Carmine, previsto per le 21.
Viterbo – Le giostre a Valle Faul
Ieri gli ultimi ritocchi al grosso delle macchine. Oggi, all’appello, mancherà ancora qualcosa. Ma il quadro è quasi al completo. Gli otto volanti, il barcone, uno anche per chi è più piccolo, le autoscontro, i calcinculo e il tiro al bersaglio. Una tradizione che coincide ogni anno con la festa di Santa Rosa. Da più di 50 anni a questa parte. Almeno un paio di generazioni. Prima a Valle Faul, dentro le mura, poi a pratogiardino e infine, l’ultima volta, al Riello. Un po’ sacrificate. Adesso, il ritorno in città, o quasi.
Viterbo – Le giostre a Valle Faul
Una tradizione antica. L’impiego di una giostra per puro divertimento, una volta servivano anche all’agricoltura, risale all’epoca dell’impero bizantino. Una versione delle giostre, sotto forma di spettacolo militare, appare in Italia alla fine del XVI secolo per sostituire i tornei, giudicati troppo violenti. La prima giostra ufficiale pare però sia francese e risalga al 1605. Dopodiché le rivoluzioni del vapore e dell’elettricità hanno fatto il resto.
Viterbo – Le giostre a Valle Faul
Oggi l’apertura di un luogo che da sempre per i viterbesi significa l’inizio della festa. Uno spazio mobile che va e viene, una volta all’anno. Appunto una tradizione, che parla a tutti, coinvolgendo ognuno. Simile per questi aspetti alla festa di Santa Rosa che accompagna.
Daniele Camilli



