Viterbo – “Via Marconi ci impegnerà, dobbiamo essere concentrati e dare il massimo”.
Viterbo – Santa Rosa – Il capofacchino Sandro Rossi
Sandro Rossi, il capofacchino, racconta i giorni che precedono il trasporto della macchina di Santa Rosa, l’umore dei facchini e il sostegno della città che tanto aspettava il ritorno della manifestazione dopo questi anni di stop a causa del Covid.
Il trasporto verrà dedicato a al facchino “Baffino”, Roberto Ubaldi, che è venuto a mancare l’anno scorso. Il suo posto – il 20 delle spallette aggiuntive – si chiamerà “posto Baffino”.
Ogni anno una persona diversa ricoprirà quel ruolo e verrà chiamata, appunto, Baffino.
Quali sono le prime sensazioni a caldo due anni di Covid che non hanno permesso il trasporto?
“Dopo due anni di Covid… anche tre. All’inizio sembrava una cosa passata, vecchia. Ma piano piano che si sono cominciate a fare le cose, dalle prove in poi, è ritornato l’affiatamento tra i facchini, si sta ricreando il clima che mancava da tempo”.
Avete fatto la cena tecnica, com’è andata?
“Alla cena tecnica ho parlato, come di consueto, con tutti i reparti. Straordinariamente – perché alle nostre cene tecniche non ci sono mai le autorità – quest’anno c’era la sindaca con gli assessori e il facchino onorario Giovanni Bruno (prefetto di Terni ed ex prefetto di Viterbo, ndr). E’ stato volutamente invitato sotto questa veste perché ha fatto tanto per il sodalizio e abbiamo deciso di dargli questa carica. Ci sono cariche onorarie che vengono affidate a chi sostiene il sodalizio con contributi importanti. Non invitiamo mai autorità a queste cene perché si fanno discorsi prettamente tecnici e disposizioni, ma in via del tutto eccezionale Chiara Frontini è stata invitata, avendo la delega per Santa Rosa, perché ha espresso il desiderio di seguirci passo passo in tutto quello che facciamo”.
Com’è l’umore dei facchini?
“I facchini li ho trovati tutti abbastanza caldi, alla cena eravamo 250 persone, volevamo vederli tutti attenti e accorti. Li stiamo preparando mentalmente al trasporto, che quest’anno sarà più lungo, sperando che non faccia un caldo eccessivo. Via Marconi ci impegnerà parecchio e dobbiamo essere concentrati e dare il massimo. L’importante è che siano uniti, che si diano carica tra di loro. Abbiamo fatto e fanno tante cene insieme proprio per affiatare il gruppo e le loro forze”.
Qualche raccomandazione in più quest’anno visto il percorso più lungo?
“Le raccomandazioni sono sempre le stesse: massima attenzione, non bisogna parlare, le guide intorno alla macchina vedono tutto, non creare allarmismi se succede qualcosa perché c’è una squadra intorno preparata che sa cosa fare in qualsiasi evenienza. Devono sacrificarsi, portare il peso, fare un passo in più e andare avanti. Poi al resto pensiamo noi da fuori”.
A chi verrà dedicato il trasporto?
“Quest’anno l’intero trasporto è dedicato al facchino “Baffino”, Roberto Ubaldi, che è venuto a mancare l’anno scorso. E’ stata una perdita importante per il sodalizio perché riusciva a colloquiare con tutti e ad amalgamare tutto il gruppo: è riuscito a tenere tutti uniti, organizzava cene, incontri cercando di “spargere” collante tra tutti i facchini. E’ stato un grande personaggio. Quindi la girata a piazza del Comune sarà dedicata a lui e anche tutto il trasporto. E’ un qualcosa che gli dobbiamo, ma non solo per quest’anno, per sempre. Il suo posto – il 20 delle spallette aggiuntive – si chiamerà “posto Baffino”. Chi prenderà quel posto verrà chiamato Baffino per un anno per non dimenticarlo mai. Ogni anno una persona diversa ricoprirà quel ruolo per dare l’onore e l’onere a tutti di portare avanti questa tradizione. Ci saranno anche le dediche a tutte le vittime del Covid, le vittime della guerra, una dedica alla moglie di un facchino che è venuta a mancare, diverse persone verranno ricordate”.
Com’è stata la città con voi? Vi sono arrivati messaggi e apprezzamenti prima del trasporto?
“I cittadini, quando ti incontrano, chiedono continuamente della macchina di Santa Rosa. Spesso ci hanno chiesto ‘Ma la fate o non la fate?’, perché finché non l’hanno vista montata ci credevano poco. In generale comunque c’è stato tanto interesse non solo da Viterbo, ma anche dalla provincia. Quindi credo che l’affluenza quest’anno sia tanta”.
Il Covid non se ne è andato. Quali precauzioni adotterete?
“Abbiamo fatto la cena tecnica dei facchini il 21 agosto proprio perché, stando tutti insieme e in caso di contagi, avremmo avuto tutto il tempo di recuperare. Abbiamo spostato le altre cene dopo il passaggio della macchina per evitare che qualche facchino fosse assente per il trasporto, il 28 facciamo la riunione generale alla Pace e chiameremo una fila per volta dentro la chiesa, con la mascherina Ffp2. Appena fatto i facchini possono uscire fuori sulla piazza libera e all’aperto. Questo è ciò che abbiamo messo in campo per evitare contagi. Lo staff medico, di grandi professionisti, è a disposizione sia per il fattore Covid che per tutto il resto che si tratti di mal di schiena o altro. Formano una squadra meravigliosa”.
Elisa Cappelli


