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“La nostra candidatura nasce dalla volontà di continuare ad investire sul territorio”

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Bagnoregio – “La candidatura di Bagnoregio a Capitale italiana della cultura nasce dalla volontà di continuare ad investire su tutto il territorio”. Il sindaco di Bagnoregio Luca Profili, città che in questi giorni ha ufficialmente presentato il dossier di candidatura a Capitale italiana della cultura 2025 assieme ad altre 14  città italiane. Tra le idee in campo anche un “Festival della pietra”.


Il sindaco di Bagnoregio Luca Profili

Il sindaco di Bagnoregio Luca Profili


Sindaco Profili, quali sono i punti qualificanti del dossier di candidatura di Bagnoregio a Capitale italiana della cultura?
“Siamo innanzitutto partiti dagli eventi che in questi anni hanno fatto la fortuna di Civita di Bagnoregio e del nostro paese. In un momento in cui qualcuno diceva che con la cultura non si mangia, noi invece abbiamo continuato ad investire in cultura e su tutto territorio. L’idea è quella di continuare ad investire sui festival che abbiamo già creato oppure recuperato, come CivitArte o Civita cinema, proponendone di nuovi”.

Ad esempio?
“Ad esempio un festival della pietra, partendo dalla basaltina che è presente in tutto il mondo, dal Campidoglio alla Sagrada familia a Barcellona e viene da qui. Dopodiché potenzieremo alcune iniziative, come la Notte delle luci, che abbiamo dovuto interrompere a causa della pandemia. Abbiamo poi proposto una notte delle candele”.

Come nasce l’idea di candidare Bagnoregio?
“La candidatura nasce da una situazione difficile. Abbiamo vissuto la candidatura Unesco con un percorso faticoso. La preparazione di un dossier è qualcosa di pressante che porta via molto tempo. Tuttavia, nel momento in cui dovevamo presentare il dossier di candidatura Unesco è scoppiata la pandemia e a giugno, quando dovevamo avere risposta dal comitato, è scoppiata la guerra in Ucraina ed è stato tutto rinviato. Detto ciò, non ci siamo lasciati abbattere dallo sconforto, ma abbiamo rilanciato, partendo anche dall’esperienza maturata con la candidatura Unesco. Questo anche per tenere alta l’attenzione e darci degli obiettivi in vista del futuro. Sarà comunque, vada come vada, un lavoro che ci ritroveremo”.


Il logo di Bagnoregio Capitale italiana della cultura

Il logo di Bagnoregio Capitale italiana della cultura


Che ruolo avranno sia Civita che Bagnoregio?
“L’idea di inserire Bagnoregio parte dal fatto che la candidatura a Capitale italiana della cultura parla di paesaggio culturale. Quindi, oltre Civita, abbiamo deciso di allargare il contesto di riferimento a Bagnoregio e alla valle dei Calanchi. Inoltre, il nostro obiettivo di questi anni è di legare Bagnoregio a Civita. E la ricchezza che deriva a Bagnoregio da Civita è in rapporto al fatto che poi i turisti si fermano a dormire anche in città. Quindi, mettere al centro anche Bagnoregio, come abbiamo per gli eventi, significa per noi poter sviluppare concretamente la visione che abbiamo del territorio in merito ai prossimi anni”. 

Sono previste partnership con altre realtà territoriali?
“Sì. Nel dossier abbiamo inserito progetti e idee che avevamo già inserito nel bando per i borghi del Pnrr. Quindi si parla di collaborazione con realtà private con cui abbiamo condiviso questi anni sviluppando insieme idee e progetti”.


Civita di Bagnoregio

Civita di Bagnoregio


Quali saranno i prossimi passaggi per decidere quale sarà la Capitale italiana della cultura?
“Entro novembre il ministro della cultura dovrà valutare i 15 dossier eliminandone 5. Poi a dicembre verranno sentiti in audizione dal ministero i rappresentanti dei 10 dossier che sono stati scelti. Infine, a gennaio 2023 deciderà quale sarà la città Capitale italiana della cultura”. 

Quale è lo stato di salute di Civita e Bagnoregio dopo il Covid?
“Gli anni della pandemia sono stati anni impegnativi. Rispetto poi a un anno fa, quest’estate sono state aperte tutte le linee aeree e diversi turisti hanno deciso di riprendere a viaggiare anche all’estero e da questo punto di vista i borghi hanno un po’ sofferto. Questo però ci ha permesso di gestire meglio i turisti portando avanti quei lavori che servono a poter dare la migliore delle accoglienze possibili alle persone che arrivano”.

Daniele Camilli


Articoli: Il dossier: “Una città dei bambini, l’illuminazione del ponte di Civita e avatar per i turisti…” di Daniele Camilli – Bagnoregio candidata a diventare capitale italiana della cultura per il 2025


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