Costantin Dan Pomirleanu, Sabrina Bacchio e Antonio Bacci
Soriano nel Cimino – Assassinio di Salvatore Bramucci, Tonino “Tony” Bacci, detto “er marchese”, come si legge sul suo profilo Facebook, nei giorni precedenti al crimine avrebbe avuto contatti non solo con la cognata della vittima.
Anche col “misterioso” quarto uomo, un pluripregiudicato pure lui romano. Un personaggio apparentemente di primo piano, Bacci Tonino, nella gestione del commando armato.
Due arresti e tre indagati a piede libero per l’omicidio premeditato in concorso del pregiudicato 58enne barbaramente ucciso a colpi di arma da fuoco sparati da distanza ravvicinata lo scorso 7 agosto nelle campagne di Soriano nel Cimino.
Tra gli indagati a piede libero un pluripregiudicato romano, Alessio Pizzuti, cui Bacci avrebbe telefonato la mattina di buonora, sia il gorno del sopralluogo, sia il giorno del delitto. A differenza del cognato della vittima, quest’ultimo non è stato sottoposto al test del Dna.
Sono il bilancio dell’operazione dei carabinieri sfociata una settimana fa esatta, all’alba di martedì 13 settembre, nell’esecuzione delle due misure di custodia cautelare in carcere a carico di Tonino Bacci e Lucio La Pietra, i 48enni romani detenuti a Mammagialla, considerati gli autori materiali del delitto assieme a un terzo complice per ora non identificato.
Oltre ai presunti sicari Bacci e La Pietra, come è noto, sono indagate altre tre persone, tra cui una donna: la cognata della vittima (Sabrina Bacchio, 47 anni, sorella di Elisabetta, la vedova di Bramucci), il compagno d’origine romena della cognata (Costantin Dan Pomirleanu, 32 anni) e il pluripregiudicato Alessio Pizzuti.
Il parabrezza dell’auto di Bramucci e nel riquadro Tonino Bacci, che nei giorni precedenti al crimine avrebbe avuto rapporti con tutti gli indagati
Come è noto sulla scena del crimine sono state estrapolate tracce di Dna, maschile, sembra da un mozzicone di sigaretta, che potrebbe appartenere al terzo uomo del gruppo armato giunto da Roma a Soriano nel Cimino la mattina di domenica 7 agosto. Sulla Snart bianca a noleggio avrebbero viaggiato Bacci e La Pietra, mentre il terzo uomo, non ancora identificato, sarebbe stato a bordo della Giulietta grigia rubata.
I sospetti degli investigatori coordinati dal pm Massimiliano Siddi si sono concentrati su Pomirleanu, sottoposto a test del Dna, di cui si attendono i risultati. Da chiarire il ruolo di Pizzuti, che potrebbe avere preso parte al sopralluogo effettuato tre giorni prima del delitto.
Di Pizzuti, un pluripregiudicato anche lui orbitante nella stessa di Roma Est degli altri indagati, si sa che lo avrebbe chiamato senza ottenere risposta Tonino Bacci, alle ore 5,23 del giorno del sopralluogo del 4 agosto. Il cellulare di Pizzuti avrebbe impegnato anche lui la cella di via Don Primo Mazzolari, che serve la stessa zona dove è residente Bacci.Ci sarebbe stata quindi una seconda chiamata alle ore 5,23.44, sempre di durata pari a zero secondi, ma questa volta l’utenza di Pizzuti non avrebbe impegnato alcuna cella, risultando verosimilmente spenta.
Alle ore 5,35 del giorno dell’omicidio, la Smart guidata presumibilmente da Bacci, dopo avere prelevato a casa sua La Pietra, riparte e torna presso l’abitazione di Bacci, dove giunge alle ore 6. Alle 6,20 e alle 6,21 Bacci chiama per due volte Pizzuti, dopo di che disattiva la propria utenza per riattivarla dopo l’una.
Alle 6,23, il Gps installato a bordo della Smart registra il viaggio dell’autovettura alla volta di Soriano nel Cimino, percorrendo il Gra di Roma, la Cassia fino al bivio per Nepi a Monterosi, per poi giungere nel comune di Soriano alle ore 7,36, e precisamente nei pressi dell’abitazione di Bramucci e della zona ove avverrà l’omicidio. Alle ore 7,44 la Smart viene parcheggiata in località Sanguetta, dove resta ferma fino alle ore 8,25.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

