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Viterbo – Sfatato il tabù del “dopo Santa Rosa”, che, come tradizione vuole, chiude e archivia l’estate, quest’anno i festeggiamenti in onore della patrona della città sono stati prolungati e di certo “fortunati”. Parola del presidente del sodalizio, Massimo Mecarini, che tira le somme della quattro giorni di cene in piazza con i facchini. Per la prima volta organizzate non prima, ma dopo il trasporto della macchina, dal 7 al 10 settembre. “È stato un esperimento che ha portato bene. Un esperimento ben riuscito”.
“I numeri ci hanno dato ragione – spiega -, abbiamo avuto oltre 6mila presenze dal 7 al 10 settembre. Una prima serata che non ha raggiunto il tutto esaurito, ma che è stata da traino per il successo delle cene successive. È stata un’escalation di soddisfazione. Tante persone in piazza, tanti facchini e volontari ad aiutare”.
E aiutare è stato il motto dell’iniziativa. Perché il ricavato delle cene di piazza San Lorenzo verrà devoluto in beneficenza. “Non abbiamo ancora individuato le realtà a cui destinare il denaro – sottolinea il presidente Mecarini -, ma quel che è certo è che si tratterà di realtà locali, che insistono sul territorio”. Ma già durante le serate, la solidarietà non è di certo mancata. “Non c’è stato alcuno spreco di cibo – ci tiene a precisare -, tutto quello che non veniva cucinato e venduto, come la carne, il pesce, i fagioli o il pane è stato messo a disposizione della Caritas di Viterbo che ogni mattina veniva a ritirare il cibo da offrire a chi si trova in situazioni di indigenza”.
Anche se la stessa organizzazione ha dovuto fare i conti con il caro prezzi e l’aumento delle materie prime. “Nonostante abbiamo registrato le stesse presenze del 2019, ovvero del mondo prima del Covid, quando andremo a togliere le spese affrontate, ci saranno ricavi ben più bassi delle trascorse edizioni da dare in beneficenza. Ciò detto la risposta di pubblico è stata bellissima ed emozionante. Non solo. I facchini non si sono risparmiati – spiega Mecarini – venivano da un trasporto d’eccezione, in cui hanno dovuto affrontare anche il tratto aggiuntivo di viale Marconi. Erano provati e stanchi, ma nonostante tutto sono stati sempre presenti a dare una mano, fino a tarda notte. Anche sabato, quando abbiamo dovuto liberare l’area e smontare tutto. È grazie a loro, a tutti i volontari e a tutti i presenti se questi festeggiamenti 2022 si sono chiusi in bellezza”.
E chiuso un anno, non si può far altro che guardare al futuro. “Allungare Santa Rosa, spostando le cene in piazza con i facchini, quest’anno è stata una decisione dettata dalla necessità – conclude il presidente -. Si doveva in ogni modo evitare il contagio tra i facchini. Ma vista la riuscita, non è detto che non possa diventare la normalità…”.
Barbara Bianchi



