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Badante ubriaca massacra di botte anziana, condannata a 4 anni e 6 mesi

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Carabinieri e 118

Sul posto carabinieri e 118 – foto di repertorio


Monterosi – Nessuna attenuante. Accusata di avere massacrato di botte un’anziana mentre era ubriaca, un badante sessantenne a distanza di sette anni è stata condannata a quattro anni e mezzo in primo grado. “Senza alcuna attenuante”, sottolinea il difensore di parte civile dei tre figli della vittima, avvocato Fausto Barili.

L’imputata è stata condannata dalla giudice Elisabetta Massini a quattro anni e mezzo di reclusione e a una provvisionale di 10mila euro a ciascuno dei tre figlia in vista di un più cospicuo risarcimento da quantificare in sede civile. Il pubblico ministero aveva chiesto sei anni di carcere.

E’ il processo – ripartito nel 2021 da zero per un vizio di notifica scoperto il giorno della sentenza, dalla giudice Massini durante la camera di consiglio, dopo la richiesta di condanna a quattro anni e sei mesi –  alla badante 64enne d’origine romena M.T., accusata di maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate per avere massacrato di botte un’anziana di Monterosi. 

Alla donna, cui non è stata concessa alcuna attenuante, è stata contestata anche l’aggravante del protrarsi della prognosi oltre i 40 giorni inizialmente previsti e della compromissione della masticazione, avendole anche fatto saltare un dente. 

Era il primo luglio 2015 quando l’imputata, completamente ubriaca, ha picchiato selvaggiamente nella sua abitazione un’88enne affetta da demenza senile, che le era stata affidata dai familiari.


Fausto Barili

L’avvocato di parte civile Fausto Barili


La poveretta fu trovata dai carabinieri e dai soccorritori del 118 nel suo letto completamente inzuppato di sangue. All’arrivo della figlia, la prima a giungere sul posto, dopo l’allarme dei vicini, la badante stava prendendo la madre per il collo. 

“Finalmente i miei assistiti possono dire di avere avuto giustizia per la madre che, nel frattempo, è deceduta. Possiamo ritenerci soddisfatti, Tanto più che il pm, alla seconda discussione, ha chiesto comunque una pena più elevata, sei anni di reclusione, invece dei quattro anni e mezzo del processo saltato, poi confermati dal giudice”, il commento dopo la lettura del dispositivo dell’avvocato di parte civile Fausto Barili, che nella lunga vicenda ha sempre assistito i tre figli della vittima, fino all’attuale sentenza di primo grado.

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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