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Bimba di tre anni al pronto soccorso, genitori condannati per maltrattamenti

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Minori - Foto generica

Minori – Foto generica


Viterbo – (sil.co.) – L’11 agosto 2016 la loro figlioletta di tre anni fu ricoverata al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle, i sanitari si insospettirono e per i genitori partirono una serie di accertamenti sfociati in un processo per maltrattamenti.

Ieri il padre e la madre sono stati condannati rispettivamente a 2 anni e 8 mesi e 2 anni di reclusione in primo grado dal giudice Elisabetta Massini, che ha condannato la coppia anche a una provvisionale di 5mila euro al sindaco del centro della Teverina dove risiede la piccola, nominato tutore e parte civile per la bambina. La magistrata ha inoltre disposto un risarcimento da quantificare in sede civile.

Del caso, oltre alla procura della repubblica di Viterbo, si è occupato anche il tribunale per i minori di Roma. Il procedimento contro i genitori si è aperto a distanza di sei anni, il 4 ottobre 2021, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia aggravati dalla minore età della vittima.

Contro la coppia si è costituito parte civile con l’avvocato Barbara Marzoli il sindaco del piccolo centro della Teverina dove sarebbero avvenuti i fatti. 

I tempi dell’ammissione delle prove, a partire dal referto dell’ospedale dell’11 agosto 2016 e dal provvedimento del tribunale dei minori del 22 febbraio 2019, si sono allungati in seguito alla perizia psichiatrica disposta sulla coppia dal tribunale e affidata al medico legale Alessandro Pinnavaia per chiarire se padre e madre sono capaci di intendere e di volere.

Secondo Pinnavaia, entrambi i genitori sono capaci di intendere e di volere, per cui il processo si è svolto regolarmente.

Il consulente ha ripercorso, anzitutto, le conclusioni cui sono giunti i giudici del tribunale dei minori di Roma. “In base alla perizia disposta dal tribunale dei minori – ha spiegato un anno fa Pinnavaia – sono emerse problematiche di natura psichica, in particolare a carico del padre, mentre è risultata più lieve l’insufficienza mentale a carico della madre. Fatto sta che per il tribunale dei minori c’è una capacità genitoriale inadeguata da parte della coppia”.

Diverse le conclusioni dei medici della Asl di Viterbo, cui la coppia è stata affidata per un percorso. “Secondo la Asl non si evidenziano emergenze di natura psichica. Si tratta di una coppia con problematiche e difficoltà nella gestione della figlia, ma conducono una vita normale, anche se sotto la supervisione della Asl”, ha sottolineato il consulente. 

“Per quanti mi riguarda, sono capaci di intendere e di volere”, ha concluso il dottor Pinnavaia.


 Bimba al pronto soccorso, genitori a processo per maltrattamenti


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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