Tonino Bacci, Lucio La Pietra e Costantin Pomirleanu
Soriano nel Cimino – Omicidio Bramucci, sottoposto al test del Dna il cognato, indagato per ora a piede libero. Come è noto si scava nei rapporti della vittima coi familiari per scovare il movente dell’efferato delitto consumato il 7 agosto nelle campagne di Soriano del Cimino.
Ed è caccia al terzo uomo del commando armato. La Smart con a bordo la coppia di sicari arrestati all’alba di martedì precedeva una Giulietta cui faceva da copertura.
Soriano nel Cimino Omicidio Salvatore Bramucci – Lucio La Pietra
Il 13 settembre, quando a poco più di un mese dall’assassinio di Salvatore Bramucci sono scattati gli arresti per i presunti sicari Lucio La Pietra e Tonino Bacci, i carabinieri sono anche piombati con un mandato di perquisizione nell’abitazione di Guidonia Montecelio dove il 32enne d’origine romena Costantin Pomirleanu vive con la compagna Sabrina Bacchio, 48 anni, sorella di Elisabetta Bacchio, 45 anni, seconda moglie e vedova di Salvatore Bramucci.
La moglie e la cognata della vittima, Elisabetta e Sabrina Bacchio
Carabinieri a Guidonia Montecelio in cerca di armi e di quanto possa giovare al proseguo delle indagini, ma anche con il mandato di sottoporre Pomirleanu, anche lui indagato per omicidio premeditato in concorso – con La Pietra, Bacci e altri soggetti, come si legge nelle carte – al test del Dna da comparare, sembrerebbe, con quello rilevato su un mozzicone di sigaretta repertato sulla scena del crimine.
Si capisce l’importanza dell’accertamento. Il futuro giudiziario del cognato di Bramucci è appeso all’esito dell’esame, che potrebbe anche andare in direzione opposta da quella sospettata dagli investigatori. Ma in caso contrario la posizione del 32enne potrebbe aggravarsi di molto.
Potrebbe essere proprio lui il terzo componente del commando armato partito da Roma per tendere l’agguato mortale al pregiudicato 58enne di Soriano, ucciso con cinque dei sei colpi di pistola sparati a bruciapelo alla vittima alle 8,20 del mattino di domenica 7 agosto nei pressi della sua abitazione, a Soriano nel Cimino, mentre era in macchina, uno solo dei quali non ha centrato il bersaglio. La coppia di killer viaggiava su una Smart bianca a noleggio, mentre il complice era alla guida della Giulietta grigia rubata il precedente mese di giugno.
Le auto del commando armato – Nel riquadro: Salvatore Bramucci
“La Pietra e Bacci – si legge nell’ordinanza con cui il gip ha disposto la custodia cautelare nel carcere di Mammagialla – sono stati ragionevolmente reclutatati da terzi (anche in ragione dell’assenza di contatti pregressi con la vittima), proprio per la loro indole delinquenziale al fine di portare a compimento il grave crimine eseguito su commissione per ragioni ancora in corso di accertamento”.
Di sicuro la compagna, sorella della vedova e quindi cognata di Bramucci, ha avuto plurimi contatti telefonici con uno dei due presunti killer, Tonino Bacci. Tre chiamate sabato 6 agosto, il giorno prima dell’esecuzione, e una senza risposta da parte della donna poco dopo la mezzanotte di domenica.
Un delitto efferato, le cui modalità cruente sono definite dagli inquirenti “indicative della spiccata propensione a delinquere dei prevenuti che, senza remora alcuna, hanno ripetutamente attinto la vittima colpendola anche in zone vitali, con il chiaro intento di uccidere il Bramucci, il tutto secondo un programma premeditato e ben congegnato”.
Costantin Pomirleanu, Sabrina Bacchio e Antonio Bacci
Bramucci, a marzo del 2013, avrebbe sporto una denuncia per furto contro Sabrina Bacchio, la cui relazione con Pomirleanu sarebbe stata all’epoca appena all’inizio, in seguito alla sparizione di un “tesoretto” del valore attorni ai 50mila euro di gioielli e altri oggetti preziosi, che sarebbero stati custoditi nella sua abitazione. Da allora i rapporti familiari si sarebbero incrinati.
Il 58enne avrebbe conservato anche successivamente l’abitudine di nascondere in casa denaro e oggetti di grande valore.
Il 9 gennaio 2020, quando fu arrestato assieme a un agente penitenziario per usura e estorsione, per cui al momento dell’omicidio stava finendo di scontare una condanna a tre anni e 4 mesi, la polizia sequestrò nella sua abitazione la somma di diecimila euro in contanti e una sfilza di costosi orologi di grandi marche – sei Rolex, un Cartier e un orologio Bulgari – che, secondo gli inquirenti, potevano essere frutto di attività illecite. E che poi in realtà gli sono stati tutti restituiti.
Tra le vittime un commercialista dei Cimini minacciato con una pistola. Già nel 2007, come si ricorderà, Bramucci era stato arrestato per usura e tentata estorsione nell’ambito dell’operazione Bobcat.
Nel 2020 la cassazione, confermando la misura di custodia cautelare in carcere disposta dal gip, puntò il dito contro la spregiudicatezza e lo spessore criminale di Bramucci: “Pronto, per recuperare il suo denaro, ad avvalersi di persona armata”. Il 7 agosto è andata diversamente.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.




