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“Chiude la scuola San Giovanni, classi smembrate a tre giorni dalla prima campanella”

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Viterbo – La scuola San Giovanni chiude. Non ci saranno campanelle ad annunciare l’inizio delle lezioni nello storico istituto gestito dalle suore in via Mazzini. E quella che solo pochi giorni fa era una possibilità ora diventa certezza. “Un’amara certezza, di cui siamo venuti a conoscenza a ridosso dell’avvio dell’anno scolastico” denuncia la mamma di uno dei bambini, che da quest’anno frequenteranno “nuove classi in diversi istituti della città”.


Viterbo - Istituto San Giovanni

Viterbo – Istituto San Giovanni


Nella scuola privata, gestita dalle suore Pie Venerine, avrebbero dovuto prendere avvio la terza, la quarta e la quinta elementare, mentre per mancanza di sufficienti iscrizioni già da tempo si sapeva che le prime due classi della primaria e le classi dell’infanzia non sarebbero partite. Ora arriva la doccia fredda anche per i genitori degli alunni più grandi. Le insegnanti, che da tempo non avrebbero ricevuto lo stipendio, se ne sono andate per cattedre e incarichi pubblici. “Tutto ciò ci è stato comunicato martedì, a tre giorni lavorativi dall’inizio del nuovo anno scolastico – prosegue la mamma -. La scuola ci ha proposto di rimanere, avendo trovando delle maestre in sostituzione. Ma si tratta solo delle maestre prevalenti, mancano tutte le altre. Quelle di inglese, musica, educazione fisica. In nessun modo ci hanno garantito continuità per l’anno scolastico alle porte e, di contro, ci hanno addirittura chiesto una retta maggiorata e la garanzia di non ritirare i nostri bambini per mantenere il numero minimo di dieci alunni per classe”.

 

Una proposta impossibile da accettare. “È una condizione precaria e di cui non ci fidiamo – sottolinea la mamma del piccolo -. Stando così le cose, noi genitori siamo stati costretti a cercare delle alternative, soprattutto per il bene dei nostri figli. E così, senza che nessuno ci abbia indirizzato e ci abbia aiutato, ci siamo mossi autonomamente per iscrivere i piccoli in altri istituti della città”. 

Ma non sarebbe stato affatto facile. “Stiamo parlando della seconda settimana di settembre. Alcuni istituti pubblici hanno dovuto rifiutare le nuove iscrizioni per aver raggiunto il numero massimo di alunni. Alla fine credo che tutti abbiamo trovato una soluzione – auspica la donna -, ma di certo non ci abbiamo guadagnato. Le classi del San Giovanni sono state tutte smembrate e i ragazzi sono finiti ognuno in un diverso istituto della città“. 


Studenti

Studenti


Oltre alle difficoltà logistiche a cause dei brevi tempi a disposizione, anche l’amaro in bocca per come l’intera situazione sia stata gestita a livello umano. “Delle vecchie insegnanti con cui i nostri figli sono praticamente cresciuti – spiega con un velo di amarezza la mamma -, nessuna si è fatta sentire. Solo dopo che la notizia è divenuta pubblica, abbiamo ricevuto notizie. Sia ben chiaro, io non ce l’ho con loro perché hanno trovato un nuovo impiego. Al posto loro avrei fatto la stessa cosa. Ma sono completamente scomparse. I bambini sono stati abbandonati”. 

E se al momento, almeno per la maggior parte dei bambini la situazione sembra essere risolta e per loro nonostante le nuove classe e i nuovi compagni l’anno scolastico comincerà senza troppi problemi, resta da risolvere tutto l’aspetto economico. “L’istituto San Giovanni ci ha chiesto l’Iban nei giorni scorsi per il rimborso della quota di iscrizione pagata a marzo e per l’acquisto delle divise. Ad oggi non è arrivato nulla, ma mi auguro sarà solo questione di tempo”, conclude la donna. 

Barbara Bianchi


– Scuola “San Giovanni” a rischio chiusura alla vigilia della prima campanella


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