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Cinquantenne massacrata di botte dal compagno trentenne: “Mi ha mandata due volte in ospedale”

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Michele Adragna

Il pm Michele Adragna

Luigi Mancini

Il difensore di parte civile Luigi Mancini

Giorgia Falchi

Il difensore dell’imputato, avvocata Giorgia Falchi

Viterbo – (sil.co.) – Picchia la compagna 52enne e le devasta casa, nel vivo ieri davanti al collegio con la testimonianza della vittima il processo a un 35enne su cui pesano le gravi accuse di maltrattamenti in famiglia, lesioni aggravate e rapina.

Una escalation di violenza domestica che, come insegna la cronaca recente, sarebbe potuta sfociare in tragedia per la cinquantenne.

“Mi ha mandata due volte in ospedale e distrutta casa” ha detto la parte offesa, ripercorrendo in aula l’inferno cui l’avrebbe costretta il convivente di ben diciassette anni più giovane. 

I fatti risalgono all’estate del 2021, quando la donna, parte civile con l’avvocato Luigi Mancini, è finita due volte a Belcolle in un mese. Lo scorso 16 aprile la procura, all’udienza di ammissione prove, ha chiesto anche l’acquisizione di un filmato.

La seconda con una prognosi di 25 giorni, a causa di un trauma cranico e cervicale e dei vistosi lividi riportati al collo dopo che il compagno aveva tentato di strozzarla. 

Il giorno di ferragosto, sempre dell’anno scorso, durante l’ennesima scenata di gelosia, il giovane compagno, difeso dall’avvocata Giorgia Falchi, l’avrebbe mandata una prima volta in ospedale, dopo averla presa per il collo, colpendola con schiaffi e pugni in faccia e scaraventandola a terra.

Il tutto coprendola di insulti come “puttana” e simili nonché minacciandola di morte. 

La vittima ha ricostruito in tribunale il calvario vissuto tra luglio e settembre 2021, quando l’imputato, complice l’alcol, non avrebbe perso occasione per spiare la convivente, prendendole costantemente il telefono al fine di controllarne messaggi e telefonate e reagendo in maniera furibonda di fronte al suo disappunto, prendendosela prima solo con le cose e poi con la stessa vittima, selvaggiamente picchiata in più occasioni e costretta per l’appunto a ricorrere due volte alle cure dei sanitari dell’ospedale di Belcolle. 

Risale al 20 settembre 2021 l’episodio più grave, quando la 52enne sarebbe finita di nuovo al pronto soccorso, con una prognosi di 25 giorni, dopo essere stata presa nuovamente per il collo e colpita con un pugno in faccia dal 35enne, convinto che lei avesse cancellato dei messaggi “sospetti” che secondo lui avrebbe scambiato con altri di nascosto. 

Senza contare i danni in casa. L’imputato, durante le sue incontenibili sfuriate, avrebbe distrutto porte, mobili e suppellettili, dai piatti al televisore al telefonino sottratto alla vittima. motivo per cui deve rispondere anche del reato di rapina. Entrambi i componenti della coppia sono d’origine romena. 

Tra le prove raccolte nel corso delle indagini, condotte dalla squadra mobile e coordinate per la procura dal sostituto Michele Adragna, oltre ai referti dei due accessi al pronto soccorso, è stato acquisito anche un filmato. Si torna in aula il prossimo 10 gennaio, quando sarà dato anche incarico a un perito. 


Articoli: Riempie di botte la compagna, 35enne a processo – Afferra per il collo la ex colpendola con un pugno al volto e minacciandola di morte


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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