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“Il commando armato ha studiato i movimenti di Bramucci nei giorni prima dell’omicidio”

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Viterbo – Omicidio Bramucci, il commando armando, partito da Roma per ucciderlo, nei giorni precedenti ha compiuto dei sopralluoghi per studiare i movimenti e le abitudini della vittima. Uno sicuramente il 4 agosto, tre giorni prima del brutale delitto. 


Le auto del commando armato - Nel riquadro: Salvatore Bramucci

Le auto del commando armato – Nel riquadro: Salvatore Bramucci


Salvatore Bramucci, 58 anni, è stato freddato con sei colpi di pistola mentre si trovava all’interno della sua auto, a pochi metri dalla sua abitazione lo scorso 7 agosto. Per la sua morte, a poco più di un mese di indagini, due persone sono finite in carcere. Si tratta di due 48enne originari e residenti a Roma est, ora ristretti nella casa circondariale di Viterbo, Mammagialla. Così come originari delle zone di Guidonia e Torre di Nona sono gli altri tre indagati.


Viterbo - Omicidio Bramucci, due arresti

Viterbo – Omicidio Bramucci, due arresti


“La premeditazione dell’omicidio è evidente – ha spiegato il procuratore capo Paolo Auriemma -. È stato accertato come gli arrestati si sono recati sul luogo del delitto anche nei giorni precedenti per studiare l’abitazione, possibili vie di arrivo e vie di fuga e i movimenti della vittima. Uno di questi è avvenuto sicuramente il 4 agosto”.

Il giorno dell’omicidio, stando a quanto ricostruito, il commando ha bloccato l’auto di Bramucci con altre macchine. “Le stesse utilizzate durante i sopralluoghi – ha sottolineato il procuratore Auriemma -, e che sono state riprese da videocamere di sorveglianza della zona”. Si tratta di una Smart bianca e di una Giulietta Alfa Romeo di colore grigio. “Si è accertato – ha proseguito -, che tre persone hanno raggiunto la località rurale di Acquafredda-Basso della Campana, dove hanno atteso l’uscita dalla propria abitazione della vittima, gli hanno bloccato la strada e a distanza ravvicinata, gli hanno esploso sei colpi di arma da fuoco al capo e alla parte superiore del corpo”.



“Ogni dettaglio è stato studiato e premeditato – ha precisato il colonnello Friano, comandante provinciale dei carabinieri di Viterbo -. Il commando è partito da Roma alla volta di Soriano nel Cimino per studiare gli spostamenti della vittima, possibili vie di fuga e lo stato dei luoghi”.

In tutto, al momento, gli indagati sono cinque, tutti residenti a Roma est. Indagati a vario titolo per concorso in omicidio aggravato dalla premeditazione e per ricettazione dal momento che una delle due auto utilizzate per il delitto sarebbe risultata rubata alcune settimane prima. I due arrestati “non hanno dei precedenti specifici – ha sottolineato il pm Massimiliano Siddi -, ma hanno un preciso profilo criminale”.


Viterbo - Omicidio Bramucci, due arresti

Viterbo – Omicidio Bramucci, due arresti


“Le indagini non si sono mai fermate – ha precisato il comandante del nucleo investigativo Marcello Egidio -. I tempi tra l’omicidio e le prime misure cautelari sono stati brevi, ma ora proseguiamo perché occorre valutare altre posizioni e altre possibili responsabilità”. 

Nei giorni scorsi sono state compiute delle perquisizioni in cui è stato sequestrato materiale ora al vaglio degli inquirenti e pronto ad essere analizzato, “per capire – ha concludo il tenente colonnello Egidio -, se possano avere dei legami con l’omicidio”.

Ancora nessuna traccia dell’arma del delitto.

Barbara Bianchi


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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