Viterbo – Un trasporto di rinascita, lo definisce così Chiara Frontini, che ha debuttato alla partenza come sindaca ed è pure entrata dentro Gloria. Sulle piazze vuote e le scelte sulla sicurezza contestate dal capofacchino Sandro Rossi: “Ci vuole buonsenso, soprattutto da parte di chi ricopre ruoli”.
Chiara Frontini
Chiara Frontini, a mente fredda, il suo primo trasporto da sindaca?
“Avevamo detto che la Macchina sarebbe passata a ogni costo e così è stato, perché i viterbesi si meritano una grande festa e un grande trasporto, un evento fortemente emotivo dopo tutto quello che abbiamo passato, in generale negli ultimi anni come città e il mondo nel complesso, con la pandemia”.
È stato come lo immaginava per la città?
“Abbiamo voluto che fosse un trasporto di rinascita, dare un’impronta nostra forte, nonostante il breve tempo a disposizione. Anche nelle attività collaterali, dal ricevimento in comune all’insegna della sobrietà. Abbiamo voluto organizzare iniziative, le navette. Posso dire che è stato il momento che i viterbesi si meritavano”.
Dal capofacchino Sandro Rossi è arrivata la richiesta di un trasporto più partecipato, più gente lungo il percorso. Gli spazi vuoti hanno fatto scattare la protesta non solo al teatro Unione, ma la sera anche a piazza delle Erbe. Il comune cosa può fare?
“In realtà l’amministrazione comunale ha fatto molto in queste settimane. I facchini lo sanno, ci sono norme e a quelle norme bisogna attenersi, interpretandole ovviamente con buonsenso. La parola giusta credo che sia proprio buonsenso. Ci vorrebbe da parte di tutti, soprattutto da parte di chi ricopre ruoli di responsabilità. Abbiamo tutti la responsabilità sia di portare Rosa a casa la sera del 3 settembre, sia di essere d’esempio per la città. Chi ricopre ruoli deve ricordarsi d’essere d’esempio”.
La prima volta in qualità di sindaco, ma è anche stata all’interno di Gloria.
“Sono stata anche dentro la Macchina di santa Rosa mentre era in cammino, tra piazza delle Erbe e il Suffragio”.
Com’è entrare all’interno?
“Una delle esperienza più belle la sera del 3. Il tuo cuore sta nel cuore, non so come dirla meglio. Più di questo non si poteva chiedere”.
Sul fronte riconoscimento Unesco, prevede iniziative?
“Nel 2023 saranno dieci anni e sapete bene quanto quest’amministrazione lo ritenga importante per la promozione della città nel suo complesso e anche per i valori che porta con se. Oltre a rappresentare un simbolo per la città, un simbolo identitario, il trasporto e la Macchina di santa Rosa rappresentano il più grande veicolo per far conoscere Viterbo al mondo, anche attraverso il brand Unesco. Dobbiamo valorizzarlo. Se qualcosa che ci rende unici al mondo è proprio il trasporto della Macchina di Santa Rosa e lo spirito che porta con se”.
Giuseppe Ferlicca
Multimedia: Fotogallery: Il trasporto della macchina – I facchini di Santa Rosa – Il trasporto dei facchini – Video: L’arrivo di Gloria alla basilica di Santa Rosa – La macchina di Santa Rosa dal “Sollevate e fermi!” a piazza del Teatro – Il trasporto della macchina di Santa Rosa da via Marconi al santuario – Trasporto della macchina di santa Rosa, la diretta
