Viterbo – “Continuerò a rappresentare la Tuscia nella maniera più decorosa possibile”. Mauro Rotelli è candidato alla camera per Fratelli d’Italia in vista delle elezioni politiche di domenica prossima. Deputato uscente, Rotelli è da sempre uno degli uomini più vicini alla candidata premier Giorgia Meloni che il 25 settembre potrebbe essere consacrata dal voto come la prima donna in Italia a diventare presidente del consiglio. Mauro Rotelli è stato intervistato nelle vesti di rappresentante della coalizione di centrodestra, tra le più significative di quest’ultima tornata elettorale assieme al centrosinistra, al terzo polo e al Movimento 5 stelle.
Mauro Rotelli
Mauro Rotelli, Come cambieranno gli equilibri politici a Viterbo e Civitavecchia dopo il voto di domenica prossima?
“Mi auguro che gli equilibri cambino in favore del centrodestra e di Fratelli d’Italia che vorremmo diventi il primo partito in Italia e del collegio che ricompense quasi tutta la Tuscia e 6 comuni della provincia di Roma, tra cui Civitavecchia, Allumiere, Tolfa, Santa Marinella, Ladispoli e Cerveteri. Un collegio impegnativo che può avere degli sviluppi molto importanti perché ha caratteristiche economiche e universitarie comuni. Direi quindi che ci sono progetti che potrebbero unire queste comunità facendogli fare lobbie positiva”.
Quale dovrebbe essere secondo lei il primo provvedimento concreto che dovrebbe adottare il prossimo parlamento una volta che si è insediato?
“Se dovessimo essere eletti sceglieremo commissioni che porteranno risultati a questo territorio. Non scapperemo, come non lo abbiamo mai fatto. Il primo provvedimento che il centrodestra deve fare è aiutare le imprese per il caro energia. Quello che stiamo dicendo dall’inizio dell’anno”.
Quali saranno i provvedimenti per affrontare il caro energia?
“E’ la tematica più delicata e impellente. C’è già stato un decreto licenziato dal consiglio dei ministri e che stanzia 14 miliardi per interventi che purtroppo sono una goccia rispetto alle necessità. Siccome parte tutto da una speculazione di carattere internazionale, bisogna stare attenti a non alimentare questa speculazione. Ma nel frattempo dobbiamo salvare le aziende che con questi rincari chiudono. Lo stato poi si troverebbe a pagare casse integrazioni chissà per quante centinaia di lavoratori per imprese che devono rimanere aperte. Serve quindi liquidità, interventi immediati per dare sostegno e ristoro. Automaticamente serve anche la possibilità di poter intervenire a livello europeo. Durante gli incontri fatti durante la campagna elettorale abbiamo fatto notare come l’Italia, durante la programmazione settennale europea purtroppo non spende tutte le risorse, quando queste risorse, e parliamo di circa 30 miliardi di euro, potrebbero essere utilizzate per dare sollievo alla vicenda del caro energia. Invece sono risorse che verranno riconsegnate all’Europa. Anche il Pnrr dovrebbe essere ridiscusso. Per dare risposte immediate e individuare iniziative di carattere strutturale”.
E’ così necessario tagliare il reddito di cittadinanza? E’ veramente questo uno dei problemi più gravi del paese?
“Intanto il reddito di cittadinanza deve essere ridefinito rispetto ad un’iniziativa di carattere esclusivamente sociale e non di avviamento al lavoro. Un provvedimento, infatti, che doveva aiutare a trovare lavoro è invece completamente fallito. Dei circa 9 miliardi che si spendono ogni anno per il reddito di cittadinanza, un terzo è speso per poter dare un reddito a chi non può lavorare. E questa parte di popolazione può essere maggiormente tutelata nel momento in cui la parte giovane deve essere messa nella condizione di lavorare”.
Quale è la vostra posizione in merito al deposito di scorie nucleari che rischia di essere realizzato proprio nella Tuscia?
“Abbiamo già preso posizione in maniera netta, sia alla camera che al senato, contro questa ipotesi. Ed è incredibile che la provincia di Viterbo sia stata individuata con un numero di siti idonei veramente smisurato. Il deposito è qualcosa di impensabile. L’ennesima servitù che graverebbe sul nostro territorio in maniera pesante nel momento in cui ci sono altre aree del territorio italiano disponibili ad accogliere il deposito. Probabilmente la provincia di Viterbo non è stata rappresentata bene nei confronti di Sogin”.
Cosa serve ai territori della Tuscia e di Civitavecchia per ripartire dopo il Covid?
“Dopo due anni di pandemia l’economia italiana è ripartita in maniera sostenuta e anche i nostri territori hanno avuto delle performance veramente interessanti. In passato abbiamo sentito più di qualche politico, soprattutto civitavecchiese che pensava di liberarsi dell’influenza dell’area metropolitana romana sia dal punto di vista politico che amministrativo. Rispetto a questo immaginava poi una macro regione insieme alla Tuscia”.
Camera dei deputati
Si riuscirà a completare la Trasversale Orte-Civitavecchia oppure dovremo aspettare ancora degli anni?
“La trasversale è un elemento importante perché è un’infrastruttura che taglia e comprende sia la Tuscia che il territorio di Civitavecchia. E assieme alla ferrovia Civitavecchia-Capranica-Orte sono due elementi importantissimi per rilanciare queste realtà territoriali soprattutto dal punto di vista economico. L’autorità di sistema portuale di Civitavecchia ha come retroporto la provincia di Viterbo e dialoga con l’autorità di sistema portuale di Ancona. In realtà questo corridoio è Mestre-Ancona-Civitavecchia. Un corridoio importante da un punto di vista locale, ma fondamentale e strategico dal punto di vista nazionale. Abbiamo fatto la battaglia affinché il completamento dell’opera diventasse un obiettivo strategico nazionale. Questo ha dato la possibilità di nominare un commissario straordinario. E questo commissario sta lavorando per assegnare i lavori per il superamento dell’arco di Monteromano entro il 31 dicembre altrimenti rischiamo di perdere la bellezza di 200 milioni di euro”.
Non crede che la vostra proposta di presidenzialismo rappresenti una compressione dei “mezzi con cui il popolo esercita la propria sovranità” (articolo 1 della costituzione) o quanto meno un loro superamento che potrebbe comportare uno stravolgimento dell’ordinamento giuridico italiano così come voluto dai padri costituenti nel 1948?
“No. La costituzione va aggiornata e rivista in termini presidenziali. Il presidenzialismo è una modalità di democrazia matura presente in moltissimi altri paesi europei e occidentali. Una modalità che dà stabilità, uno degli aspetti che purtroppo è mancata alla nostra democrazia. Viene cambiato un governo quasi ogni due anni. Una modalità, quella del presidenzialismo, rifacendosi anche ad altri sistemi elettorali che già funzionano molto bene in Italia. Basti pensare a come si eleggono i sindaci e i presidenti delle regioni. Tant’è vero che più di una volta si è parlato dell’elezione del sindaco d’Italia. Quindi nulla di stravolgente, ma di molto concreto e operativo per rendere il paese più al passo con i tempi e per dare risposte puntuali ai cittadini”.
Non crede che una campagna elettorale che si è consumata tutta in estate e quasi nel più assoluto anonimato abbia in qualche modo finito con lo svilire il diritto al voto dopo che i due anni di emergenza Covid hanno invece intaccato la partecipazione politica dei cittadini e il ruolo di parlamento e consigli regionali e comunali?
“Sì, è la prima volta che le politiche si celebrano a settembre. Ma non è l’unico caso. Ad esempio, proprio a causa della pandemia siamo andati al rinnovo dei consigli comunali e regionali a settembre-ottobre. La campagna elettorale ha una dignità nazionale importante. Chi segue i leader nelle piazze sa che c’è una partecipazione straordinaria, soprattutto in quelle di Fratelli d’Italia e di Giorgia Meloni. A livello locale abbiamo poi portato avanti una campagna elettorale come per gli altri anni, stando in mezzo alla gente con decine di gazebo per raccontare il nostro programma”.
Mauro Rotelli
Lei è uno dei fidatissimi di Giorgia Meloni, accanto a lei fin dall’inizio. Quale sarà il suo ruolo all’interno della compagine di governo laddove il centrodestra dovesse vincere le elezioni?
“Il mio ruolo sarà quello di rappresentare la provincia di Viterbo nella maniera più decorosa possibile come spero di aver fatto in questi 4 anni e mezzo. Mi auguro anche di poter continuare a seguire una serie di dossier che riguardano il nostro territorio e di fare in modo di prestare la massima attenzione su tematiche di carattere nazionale all’interno della commissione nella quale sarò chiamato a lavorare”.
Daniele Camilli


