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“Duomo e loggia dei Papi in pericolo per il differenziale di temperatura…”

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Viterbo – “Duomo e loggia dei Papi in pericolo per il differenziale di temperatura. Una lotta contro le temperature per salvare duomo e loggiato di palazzo dei Papi a piazza San Lorenzo, Viterbo”. Santino Tosini è il responsabile dei beni culturali della diocesi diretta dal vescovo Lino Fumagalli. Fuori, sulla facciata della cattedrale sono tornate le impalcature. A breve le vedremo di nuovo anche davanti al loggiato della struttura che nel XIII secolo ospitò il primo conclave della storia.

“Le impalcature – ha detto Tosini – sono state messe prima di Santa Rosa a patto che, se i lavori non fossero stati terminati per quella data, sarebbero state tolte e rimontate. Stessa cosa se dovesse essere nominato un nuovo vescovo prima della conclusione degli stessi”. Lino Fumagalli ha infatti compiuto 75 anni lo scorso 13 maggio, età per la quale la chiesa cattolica prevede la rinuncia all’incarico da parte del vescovo per raggiunti limiti di età e la sua sostituzione


Viterbo - Piazza San Lorenzo

Viterbo – Piazza San Lorenzo


Per quanto riguarda il loggiato, “si sta proseguendo – spiega Tosini – con le indagini strutturali per capire le condizioni di carico sulle colonnine. Soprattutto il peso che la struttura sovrastante impone alle colonnine e quanto sia ancora efficace l’intervento di restauro del 1903 che ha visto introdurre una trave di calcestruzzo al di sopra delle stesse”.

“Le indagini vanno poi avanti stagione per stagione – ha aggiunto Tosini – perché abbiamo notato che c’è un problema di differenze di temperature. Le prove fatte una quindicina di giorni fa hanno infatti evidenziato che tra la parte del loggiato esposta al sole e l’altra ci sono 7 gradi di temperatura di differenza. Questo comporta delle asimmetrie nel carico, cioè maggiore o minor peso della trave di calcestruzzo da una parte piuttosto che dall’altra. E 7 gradi di differenza sono tanti. A ottobre ci sarà infine un’altra prova di carico per capire l’intervento da fare per il successivo consolidamento”. 


Santino Tosini

Santino Tosini


A spiegare lo stato in cui versa la loggia di palazzo dei Papi era già stato Maurizio Caperna, docente di restauro all’università La Sapienza di Roma, durante un convegno del dicembre 2019 dedicato proprio al loggiato di piazza San Lorenzo.  “La loggia – aveva sottolineato Caperna – è stata realizzata nella seconda metà del XIII secolo e crolla nel 1325. Da quel momento viene murata, per salvaguardare le colonnine. E così resta fino agli interventi di restauro all’inizio del XX secolo. Nel 1897 i primi interventi di liberazione delle murature. Poi il 10 dicembre 1900 viene chiesto un finanziamento al governo per liberare completamente la loggia. Ci si rende anche conto che le colonnine sono molto fragili, a causa del peperino utilizzato. Ecco perché viene messa una trave di cemento al di sopra delle stesse per scaricarne il peso. Non solo, ma si tratta anche di una delle primissime sperimentazioni del cemento armato, brevettato poco tempo prima”.

Per inserire la trave di cemento armato, ai primi del ‘900 la loggia viene smontata pezzo dopo pezzo. 280 in tutto. Dopo questo intervento, ne sono seguiti altri tre. Nel 1922, poi nel ’56 e nell’83 quando viene dato l’allarme sulle condizioni strutturali della loggia, in modo particolare sulle lesioni sempre più evidenti.


Viterbo - La loggia di palazzo dei Papi

Viterbo – La loggia di palazzo dei Papi


Un convegno, quel del dicembre del 2019, convocato per fare il punto in merito agli interventi necessari per salvare il loggiato da un possibile rischio di crollo. Poco dopo la regione Lazio stanzierà un finanziamento di 500 mila euro “di cui – ha precisato Tosini – è stata già erogata una prima parte, necessaria a fare le insdagini che stiamo portando avanti”.


Viterbo - La cattedrale e le impalcature

Viterbo – La cattedrale e le impalcature


Infine la cattedrale. “L’intervento – commenta Tosini – lo sta portando avanti la soprintendenza. Gli obiettivi sono due. Il primo riguarda, anche in tal caso, il contrasto alle differenze di temperatura che stanno creando dei movimenti nelle murature delle navate. Il secondo punta infine al miglioramento sismico tramite l’ancoraggio della facciata alla struttura”.

Daniele Camilli


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