Viterbo – Emergenza siccità, 3 milioni e 440mila euro alla Tuscia. Su un totale di 5 milioni e 800mila previsti nel Lazio. Si tratta di una somma stanziata per fare fronte all’approvvigionamento idrico e relativi interventi nei diversi Ato regionali.
L’Ato1, quello di Viterbo, ha ottenuto la cifra più alta, assegnata previa rendicontazione degli interventi effettuati. All’Ato 3 (Rieti), un milione 482mila euro, all’Ato 5 (Frosinone) 599mila euro e all’Ato 2 (Roma), 276mila euro.
Il provvedimento parte dalla presidenza del consiglio dei ministri – protezione civile ed è stato emanato da Nicola Zingaretti, commissario per l’emergenza siccità. Lo scorso 22 giugno, è stato proclamato lo stato di calamità naturale in tutto il Lazio, per la grave crisi determinata dall’assenza di precipitazioni.
Il piano prevede punti di distribuzione: “Interventi volti a garantire l’approvvigionamento idropotabile della popolazione – si legge nel provvedimento a firma Zingaretti – anche mediante la realizzazione di punti di distribuzione della risorsa idrica alimentati mediante autobotti, provvedendo, qualora non fosse percorribile il noleggio, al potenziamento del parco mezzi e delle apparecchiature delle componenti e strutture operative del servizio nazionale della protezione civile”.
Inoltre: “Interventi volti a scongiurare l’interruzione del servizio idropotabile e a garantirne la piena funzionalità, anche attraverso la realizzazione di serbatoi e accumuli di carattere temporaneo, di punti di ricarica delle falde acquifere anche di carattere temporaneo, d’impianti di pompaggio supplementari, anche per uso irriguo, connessi al rilascio di risorsa idropotabile o per le esigenze del settore zootecnico, di rigenerazione di pozzi o di realizzazione di nuovi pozzi o attingimenti a sorgenti, d’interconnessioni tra le reti idriche esistenti, di risagomatura dell’alveo per convogliare l’acqua verso le prese, di rifacimento e approfondimento captazioni, nonché di impianti temporanei per il trattamento e recupero dell’acqua”.
Nuovi pozzi, in particolare riguardano comuni più colpiti dalla crisi idrica, Acquapendente, Blera, Soriano nel Cimino e Vetralla.
“Al fine – riporta il provvedimento – d’incrementare la risorsa idrica disponibile a uso potabile e aventi una tempistica di realizzazione stimata in circa. 90 giorni”. Ma anche collegamenti tra acquedotti, per compensare eventuali deficit.
