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“Gloria era perfetta, ho in mente un paio d’idee per il prossimo concorso”

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Viterbo – “Gloria aveva un’illuminazione perfetta, la più bella di sempre”. Parla Raffaele Ascenzi, ideatore della macchina di santa Rosa arrivata al sesto trasporto. L’architetto ha un paio d’idee per il prossimo bando, ma i bozzetti andrebbero consegnati già il 4 settembre, per avere il tempo necessario alla realizzazione.


Raffaele Ascenzi

Raffaele Ascenzi


Come ha visto quello che dovrebbe essere stato l’ultimo trasporto di Gloria?
“Le indicazioni sembrano quelle, dovrebbe essere stato l’ultimo. Io sono molto felice. L’illuminazione, senza avere fatto grandissime modifiche, è stata la più bella di sempre. Non so se derivi dai due anni d’attesa. Ha assunto quella colorazione calda che rasenta per me la perfezione. Ciò che io intendo perfetto per una Macchina di Santa Rosa”.

Perfetta così, allora ipotizzando un altro passaggio sarebbe in difficoltà nel trovare possibili migliorie?
“Potrei essere in difficoltà, ma resta sempre da proporre una trasformazione totale, renderla barocca e dipingerla. Magari con un piccolo intervento, anche economicamente limitato, si potrebbe avere una nuova macchina, completamente diversa. Un ultimo trasporto sotto una nuova veste, totalmente diversa”.

Ha qualche idea per il prossimo bando?
“Sì, ho già in mente due strade diametralmente opposte. Mi devo convincere sulla bontà dell’una piuttosto che dell’altra e poi trovare il tempo per concentrarmi sul progetto. È un qualcosa di molto impegnativo, mentalmente, fisicamente e professionalmente. Serve uno spazio adeguato per lavorarci”.

C’è un anno di tempo.
“Da quando partecipo ai concorsi, ho sempre auspicato che i bozzetti fossero consegnati il 4 settembre. Per una forma di rispetto verso chi deve costruire la macchina. Ci riduciamo ai 3 o 4 mesi di tempo per realizzare un’opera che deve essere perfetta e andare sulle spalle dei facchini. Il concorso è suddiviso in varie fasi, quello d’idee che potrebbe avere un’aggiudicazione del modello vincente tramite votazione popolare, allungando ancora i tempi. Poi c’è la fase esecutiva, il bando europeo per l’appalto e infine la costruzione. Resta poco tempo”.

Quindi?
“Occorre organizzarsi, la politica deve trovare il modo di pubblicare il bando in tempo utile, così da consegnare le proposte il 4 settembre. Passata la macchina, si pensa alla nuova”.

Quest’anno saremmo già in ritardo.
“Secondo questo ruolino di marcia, sì. Pure pubblicando il concorso oggi, passerebbero almeno trenta giorni”.

Rispetto all’altezza, è possibile scostarsi dalle misure attuali della macchina?
“Dal 1986, anno in cui l’amministrazione comunale ha messo il tetto limite di 28 metri dalla spalla del facchino, la tecnologia è cambiata. Si può pensare, sempre in accordo con il Sodalizio, le persone che stanno sotto la macchina da progettare, di alzarla di due o tre metri. L’altezza è una meta di tutti i progettisti del passato. Dal 600 a oggi siamo passati da sei metri a trenta, trentaquattro e poi siamo tornati a ventotto. Con la tecnologia e i materiali attuali è possibile”.

Giuseppe Ferlicca 


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