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“Sei indagato per pedopornografia”, sgominata banda di web-truffatori

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Truffa della pedofilia via email

Truffa della pedofilia via email

Viterbo – (sil.co.) – Sgominata dalla polizia postale una banda di truffatori che si sarebbe arricchita facendo leva su presunte perversioni sessuali delle vittime, ricattate tramite finte mail firmate dal capo della polizia. 

Tra i sedici indagati c’è anche un pregiudicato di 66 anni originario di Roma ma residente a Viterbo. Il 66enne, con precedenti specifici, avrebbe fatto da prestanome per le carte prepagate sulle quali far confluire il denaro.

La maxi indagine della polizia postale ha portato a incastrare 16 persone, con base a Brescia, Vicenza e Viterbo. Tra giugno e luglio avrebbero estorto quasi mezzo milione di euro, con la finta mail recapitata a migliaia di italiani, millantando un’indagine per pedopornografia e abusi sessuali sui minori. 

La lettera allegata al messaggio di posta elettronica era firmata, in calce, con una riproduzione falsa delle sigle del capo della polizia, del comandante generale dei carabinieri e delle più alte cariche dello stato invitava le vittime a presentarsi alle autorità entro 72 ore. 

La mail era corredata da un numero di telefono, attraverso il quale i membri dell’organizzazione inducevano le persone, dopo il colloquio telefonico, a versare somme di denaro su conti correnti postali o carte prepagate. 

L’indagine coordinata dalle procure di Brescia e Vicenza è iniziata la primavera scorsa ed è sfociata venerdì in 16 perquisizioni domiciliari a Milano, Torino, Pescara, Trieste, Venezia e Roma,

I vertici del gruppo sarebbero tutti nordafricani. Presunto capo un nigeriano, che risiede a Brescia. Alle sue dipendenze tre informatici, e 12 soggetti che svolgevano il ruolo di intestatari o prestanome dei conti sui quali confluiva il denaro delle vittime.

Si tratta di una truffa molto diffusa in Europa, soprattutto in Francia, Austria, Spagna, Belgio e Italia.

La leva principale è la paura che viene trasmessa alla vittima utilizzando moduli con falsi loghi di forze di polizia e dei ministeri dell’Interno e della difesa italiani, affiancati a quelli di agenzie internazionali quali Europol e Interpol.

Sui moduli non mancano le firme di autorevoli vertici istituzionali come il capo della polizia, il comandante generale dell’arma dei carabinieri, il direttore del servizio polizia postale, tutte regolarmente false.


 – “Sei indagato per pedopornografia”, c’è truffa per te nella posta elettronica


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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