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Viterbo – (sil.co.) – Intimidazioni alla famiglia di Attilio Manca, l’urologo di Belcolle ucciso dalla mafia, secondo i genitori Gino e Angela di 88 e 78 anni, nella sua casa della Grotticella nel 2004 per avere operato alla prostata a Marsiglia il boss Bernardo Provenzano.
Da mesi il giardino della casa di Barcellona Pozzo di Gotto dei Manca sarebbe preso di mira da ignoti vandali che si accanirebbero sulla vegetazione. Da maggio ad agosto sarebbero stati quattro gli episodi di avvelenamento delle piante.
Adesso la madre Angela Gentile, dopo l’ultima incursione, attraverso l’avvocato Fabio Repici ha deciso di sporgere denuncia-querela alla locale procura e per conoscenza alla prefettura di Messina.
“Abbiamo vissuto 18 anni di soprusi e di violenze, non possiamo vivere tranquillamente nella nostra casa per i veleni che vengono sparsi nel nostro giardino, nel giardino della mia casa, dove non trovo più fiori”, dice Angela, la mamma di Attilio.
Puzzo di acido, aria irrespirabile, piante improvvisamente rinsecchite. Sarebbero gli effetti di quelle che per la famiglia di Attilio Manca sono delle vere e proprie intimidazioni di stampo mafioso, messe in atto sempre durante la notte.
Il 9 maggio una pianta di aloe e una magnolia si sono seccate, emanando un puzzo acido che ha provocato a Angela e Gino una forte irritazione alle vie respiratorie. Il giorno dopo due carabinieri hanno fatto un sopralluogo. Analogo episodio il 16 agosto: due vasi con le piante protette da un velo di plastica, avevano una patina biancastra e l’aria era per l’ennesima volta irrespirabile. L’indomani, di nuovo nel giardino sono state versate sostanze acide. Il 20 agosto appena Gino e Angela si sono alzati, si sono accorti che dal giardino proveniva un puzzo di acido insopportabile, che di nuovo ha provocato difficoltà alle vie respiratorie. Il 22 agosto di nuovo e di prima mattina, hanno percepito nuovamente in giardino un fortissimo puzzo acido. Questa volta l’obiettivo era un cactus, che s’era essiccato spurgando liquido biancastro.
La commissione antimafia nel frattempo ha riaperto il caso Manca, rilanciando la tesi dell’omicidio, con una dose massiccia di eroina, per garantirsi il suo silenzio dopo averlo costretto a curare Bernardo Provenzano.
Su Facebook Angela Manca ha scritto: “Vorrei chiedere a questi miserabili assassini: perché volete farci ancora del male, non siete sazi del sangue di Attilio? O forse la nostra presenza in questa casa vi fa ricordare l’atrocità di quanto commesso?”.
La madre di Attilio chiede che venga al più presto trovato il colpevole anche perché il marito Gino “sta molto male, ha una fibrosi polmonare e questi veleni stanno aggravando la situazione”.
