Salvatore Bramucci
Soriano nel Cimino – (sil.co.) – Killer appostati per una quarantina di minuti, sapevano che Bramucci sarebbe uscito.
Teneva dietro il sedile di guida della sua Chevrolet Captiva una mazza da baseball, Salvatore Bramucci, la mattina in cui è stato ucciso. Con la base verso il centro dell’abitacolo e la testa verso lo sportello posteriore sinistro. Se pensava di usarla per difendersi, non ha fatto in tempo.
Lo smartphone di Bramucci era poggiato tra il cambio e il poggiabraccio. Grazie al registratore di telefonate gli investigatori sono risaliti all’ora dell’assassinio, le 8,20 di mattina di domenica 7 agosto quando, mentre cercava di chiamare la moglie, gli si sono parati davanti i killer e lui ha fatto in tempo a dire “annamo daje, oh”, mentre si sarebbe sentito giù in sottofondo il rumore dei colpi di arma da fuoco esplosi.
I killer – tre persone tra cui Lucio La Pietra e Tonino Bacci, i due arrestati martedì per omicidio premeditato in concorso – sono arrivati da Roma sul luogo dell’omicidio, a Soriano nel Cimino, attorno alle 7,40. Hanno atteso la vittima fino alle 8,20 e subito dopo l’esecuzione sono ripartiti alla volta della capitale, passando alle otto e mezza davanti alla stazione dei carabinieri.
Il conducente della Smart bianca a noleggio indossava una maglietta di colore celeste mentre il passeggero una maglietta di colore scuro.
I presunti killer arrestati il 13 settembre, Lucio La Pietra e Tonino Bacci
Alle 7,15 il passaggio dei sicari da Fabrica di Roma
Sia all’andata che al ritorno nella capitale, i tre uomini componenti del commando armato, gli arrestati Lucio La Pietra e Tonino Bacci sulla Smart bianca a noleggio e il complice sulla Giulietta grigia, sono passati, distanziati di pochi metri l’uno dall’altro, da Fabrica di Roma, dove una telecamera di sorveglianza del comune ha immortalato l’ingresso in provincia di Viterbo, località Scudicetti, alle ore 7,15.52.
Appostati dalle 7,40, sapevano che Bramucci sarebbe uscito
Il terzetto sarebbe giunto sul posto dell’agguato mortale attorno alle ore 7,40. Bramucci sarebbe stato ucciso una quarantina di minuti dopo, alle ore 8,20, dai killer che lo stavano aspettando, presumibilmente conoscendo bene la sua abitudine di recarsi la mattina di buonora a buttare il letame degli animali.
Il primo accesso nel comune di Soriano nel Cimino viene rilevato dal sistema di videosorveglianza in località Sant’Eutizio alle ore 7,30.59 per quanto riguarda la Smart Forfour e alle ore 7,31.01, invece, per la Giulietta. Procedendo sempre nel medesimo ordine (ossia la Smart seguita a brevissima distanza dalla Giulietta) in direzione di Soriano nel Cimino. Dall’ultimo rilevamento dei due veicoli in località Sant’Eutizio al luogo dell’omicidio intercorrono circa 5,1 chilometri, percorribili all’incirca in 6 minuti.
Davanti ai carabinieri di Soriano alle otto e mezza
Alle ore 8.30,51 e alle ore 8.30,52, immediatamente dopo il delitto, Smart e Giulietta sono transitate lungo la provinciale Sanguetta, riprese dal sistema di videosorveglianza della stazione carabinieri di Soriano nel Cimino, distante circa 3,8 chilometri, percorribili in 7 minuti, dal luogo dell’omicidio. Alle ore 8,32.57, provenienti da via del Giardino, si sono immesse in via del Casalaccio.
Il conducente indossa una maglietta di colore celeste mentre il passeggero una maglietta di colore scuro.
Alla volta della capitale già alle 8,50
Alle ore 8,36.45 percorrono nuovamente la provinciale Sant’Eutizio, questa volta con senso di marcia opposto ossia da Soriano nel Cimino verso Vignanello dove, alle 8,42.39 il lettore targhe sulla provinciale 25, all’incrocio con la provinciale 26, in direzione di Fabrica di Roma ne ha rilevato il transito.
Dai fotogrammi si osserva il vetro del lunotto intriso di polvere da strada sterrata, che non si rileva nel tragitto di andata verso Soriano nel Cimino.
Alle ore 8.50,11, le due autovetture, durante il tragitto di ritorno, attraversano nuovamente il centro abitato di Fabrica di Roma, alla volta di Roma venendo rilevate dal sistema di videosorveglianza di via IV Novembre.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

