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La frazione di Tobia, sereno punto di ristoro per i pellegrini in transito…

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Viterbo – Ogni giorno nella frazione viterbese di Tobia numerosi pellegrini, camminatori e ciclisti, in transito sul tratto di Via Francigena che l’attraversa, si fermano per una sosta ristoratrice.

Sarà l’impegnativa salita, lunga circa ottocento metri, dopo il Ponte dei Quarti sopra il quale passa la linea ferroviaria Roma – Viterbo, oppure le fatiche accumulate lungo tutto il percorso fatto scendendo dal Nord Italia, fatto certo è che diversi pellegrini girano verso il centro di Tobia per fare una bella sosta riposante e ricreativa nell’unico bar esistente, nell’unica pizzeria, approfittando dell’unico negozio di alimentari per prendere pane e companatico oppure bere acqua fresca nel fontanile della grande piazza.

Ogni tanto qualcuno si ferma a parlare con gli abitanti, racconta la propria storia, e poi riparte dopo essersi riposato. Tra le ultime pellegrine cicliste transitate in questo luogo è la solitaria Yole Grano. Partita da Pavia il 14 agosto scorso ha percorso la Via Francigena, facendo sosta ristoratrice a Tobia il 17 settembre dopo aver attraversato prima, tra le altre, Acquapendente, Bolsena, Montefiascone e Viterbo. La coraggiosa Yole, artigiana e scrittrice, 46 anni di età, viaggia in sella ad un’antica bicicletta, di marca Legnano da donna, munita di piccolo rimorchio stracarico.


Tobia - La pellegrina Yole Grano

Tobia – La pellegrina Yole Grano


“Di solito cerco di percorrere varianti della Francigena con salite poco impegnative. Prima di arrivare a Tobia sono dovuta scendere lungo la salita perché troppo faticosa, alla mia bicicletta è attaccato anche una carrello con tutte le mie cose e proprio non ce l’ho fatta per il peso. Poi ho visto l’indicazione del bar e ho deciso di fermarmi per riposarmi un po’. Diversa bella gente qui, molta cortesia, e tranquillità. Sto facendo questo viaggio – continua Yole Grano – in memoria del compianto mio amico Andrea Galluzzi e di sua moglie Maria Rosa gravemente malata con i quali condividevo alcune mie precedenti escursioni. Dormo negli ostelli per pellegrini e negli istituti religiosi che fanno questo tipo di accoglienza. Ora sono diretta a Sutri, poi Roma, per prendere poi la direzione verso Benevento per andare a trovare alcuni amici, poi Napoli, Calabria e Sicilia dove conto di fermarmi per un bel pò. Ringrazio sempre chi mi ospita, in questo caso Tobia è stata esemplare, perché non sempre si trovano persone accoglienti e cortesi”.

Tobia, dunque, ideale oasi di ristoro sicura per i pellegrini lungo la via Francigena. Perché non mettere una simbolica timbratura delle credenziali, anche in previsione del prossimo Anno Santo del 2025?

Silvio Cappelli


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