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Viterbo – (a.c.) – Usando le sue stesse parole, Raffaele Ascenzi è già “rientrato nel mood Santa Rosa”. L’ideatore di Gloria, la macchina che dal 2015 viene trasportata dai facchini in occasione della festa del 3 settembre, si prepara al ritorno della sua creazione per le strade di Viterbo dopo i due anni di pausa per il Covid. Lo fa parlando di emozioni, di novità sulla struttura, ma anche dell’idea già lanciata l’anno scorso di creare una sorta di museo della macchina di Santa Rosa.
Che effetto fa tornare sotto macchina dopo due anni?
“È un senso di rinascita. Io passo tutto l’anno a pensarci, ogni giorno dedico almeno un momento alla macchina e a santa Rosa, e quindi per me sarà come tornare alla normalità, che poi è quello che tutti quanti stavamo aspettando”.
Qual è stato il momento più brutto di questi due anni di mancati trasporti?
“Il 3 settembre del 2020, quando per la prima volta dai tempi della Seconda guerra mondiale Viterbo è rimasta senza macchina. L’anno scorso abbiamo vissuto un’esperienza positiva, perché se non altro abbiamo rivisto la macchina, ma il fatto che non ci fossero i facchini sotto ha reso la giornata troppo diversa dal solito e sicuramente mi auguro che non si verifichi più”.
Si sta immaginando cosa proverà al momento del primo “Sollevate e fermi”?
“Io sono già rientrato nel ruolo dell’ideatore della macchina. Ho iniziato con la cena tecnica dei facchini dell’altra sera, in cui ho percepito la grande voglia da parte di tutti di fare un trasporto straordinario, e sto proseguendo con il montaggio della macchina a San Sisto. Quindi diciamo che la fiamma si è già riaccesa, sono rientrato a tutti gli effetti nel mood Santa Rosa”.
Pensa che riuscirà a ritagliarsi un secondo per lei oppure sarà totalmente assorbito dai preparativi per la festa?
“Sarò assorbito, ma sto anche lavorando alla fattibilità del progetto della costruzione di una teca-museo che contenga la macchina esposta per tutto l’anno, in modo che sia visitabile dai turisti fino alla vetta. Un progetto che secondo me sarebbe importante per la città e la tradizione, oltre che un modo di condividere il privilegio che abbiamo noi addetti ai lavori di godere dello spettacolo di Viterbo vista da dove la vede santa Rosa”.
Ha un’idea di dove realizzare quest’area?
“Sicuramente nei mesi estivi e fino al trasporto l’esposizione dovrebbe essere a San Sisto, però si potrebbe realizzare una struttura smontabile per spostare poi la teca in una zona periferica della città, magari all’Arcionello, dove si potrebbe realizzare una sorta di cittadella di santa Rosa. Basterebbe fare delle fondazioni per ospitare la stessa struttura in due zone diverse”.
Ci sono delle novità sulla struttura di Gloria?
“La novità sarà il ritorno al bianco completo. Avevamo fatto degli esperimenti di colorazione su alcuni elementi della macchina insieme a Michele Telari, che erano venuti anche bene, e stavamo valutando di estendere l’idea a tutta la struttura, ma poi c’è stato il Covid, sono scaduti i cinque anni di vita di Gloria e si è fermato tutto”.
A questo proposito, visto che la sua Gloria è una delle macchine di Santa Rosa più amate in assoluto, non le piacerebbe che questo modello diventasse una sorta di struttura definitiva della macchina?
“Assolutamente no. La tradizione vuole che i viterbesi debbano adoperarsi per costruire ogni volta una macchina più bella di quella che l’ha preceduta e la tradizione va rispettata”.
Che reazione si aspetta dai viterbesi per il ritorno del trasporto della macchina?
“Quest’anno il trasporto avverrà di sabato e i trasporti fatti nel fine settimana sono sempre i più belli, perché anche chi non è di Viterbo può raggiungere agevolmente la città sfruttando i giorni non lavorativi. Io stesso ho invitato tanti amici di fuori Viterbo, che saranno tutti contenti di partecipare. Mi auguro che non ci siano grandi restrizioni nelle piazze e si lasci spazio a quella che è sempre stata la coscienza degli spettatori perché tutto si svolga nella massima sicurezza e tranquillità”.
Comunque ci sono già tante persone che si sono precipitate a comprare i biglietti…
“Ho visto e mi fa molto piacere”.
