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“Le mie piante di canapa trovate con thc superiore ai limiti, ma io mica posso controllare madre natura…”

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Il negozio Eden Green

Il negozio Eden Green

Flavio Fedele

Flavio Fedele

Il negozio Eden Green con l'avviso di sequestro

Il negozio Eden Green con l’avviso di sequestro

Viterbo – “Le mie piante di canapa trovate con un thc superiore ai  limiti consentiti, ma io mica posso controllare madre natura”. Il proprietario dell’Eden Green, negozio di cannabis light legale posto sotto sequestro dalla guardia di finanza, fa chiarezza su quanto avvenuto. 

“Hanno fatto scattare i sigilli al negozio dopo alcuni controlli nelle mie piantagioni perché, come si legge sul verbale, sarebbero stati riscontrati valori di principio attivo al di sopra dei limiti consentiti dalla legge” spiega Flavio Fedele, titolare dell’attività. 

È lui stesso a coltivare la cannabis light che poi vende all’interno del suo negozio di via Valerio Tedeschi. “Ho due piantagioni di canapa. Una all’Acquarossa, una nelle campagne di Castel d’Asso” precisa. 1700 piante da una parte, 1800 dall’altra. Per un totale di 3500. Che nei giorni scorsi gli uomini delle fiamme gialle di Viterbo sono andati a controllare, prelevandone dei campioni.

“Per il momento conosco solamente gli esiti delle analisi sui campioni prelevati nella piantagione dell’Acquarossa, dove ho anche un capannone e dove avevo appena finito la raccolta. Mi è stato detto che lì le piante mostrano percentuali di principio attivo al di sopra del limite massimo consentito dalla legge, che è dello 0,5% – spiega -. I valori riscontrati si aggirerebbero tra il 4% e il 6%. Ma io non posso controllare madre natura e sono assolutamente in buona fede. Per la coltivazione ho seguito tutte le regole e i passaggi che la legge mi indica. Ho comprato semi certificati, consentiti dalla legge 242 del 2016, ho fatto le dichiarazioni di semina, ho apposto i vari cartellini certificati. Ho seguito scrupolosamente le regole. Quello che è avvenuto dopo non so spiegarlo. Madre natura non si può controllare. Può anche accadere che il principio attivo si alzi se, ad esempio, le piante vengono concimate troppo. Prima di metterle in commercio, le avrei fatte analizzare, come ho sempre fatto e come sono tenuto a fare, ma questa volta non ho fatto in tempo…”. 

I sigilli nel punto vendita di via Tedeschi sono scattati mercoledì 28 settembre su disposizione della guardia di finanza. Dagli uffici di via Cardarelli bocche cucite e c’è massimo riserbo sulle indagini che stanno andando avanti senza sosta. 

“Mi sono già confrontato con il mio avvocato per cercare di fare ricorso e aprire nuovamente le porte del mio negozio cosicché io possa tornare a lavorare – spiega Fedele -. Innanzitutto voglio fare privatamente delle controanalisi in laboratorio agli stessi campioni che hanno prelevato gli uomini delle fiamme gialle, poi voglio che almeno i sigilli al negozio vengano rimossi. Venderei, fino a che la situazione non sarà risolta, solo prodotti sigillati che compro da altri fornitori”.

“Solo così posso rimettermi in gioco e tornare ad aiutare tutte le persone che vengono nel mio locale. Malati oncologici, malati di epilessia che neppure pagano – conclude -. L’Eden Green per molti è un luogo sacro, un luogo di ritrovo”.

Barbara Bianchi


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


– La guardia di finanza ha posto sotto sequestro l’Eden Green


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