Paco Fabrini
Viterbo – Morte di Paco Fabrini, è ripreso il 22 settembre davanti al giudice Francesco Rigato il processo per omicidio stradale a carico di uno dei due indagati, un quarantenne viterbese, per lo schianto in cui ha perso la vita il popolare attore, noto al grade pubblico per avere recitato accanto a Tomas Milian, interpretando il popolare personaggio di Rocky, il figlio di Nico Giraldi.
Il tragico sinistro è avvenuto a Ronciglione, dove da anni Fabrini viveva con moglie e figli e dove faceva il cuoco e il pizzaiolo, all’incrocio tra la Cassia bis e la tangenziale, verso mezzanotte, la notte tra sabato 12 e domenica 13 ottobre 2017.
Paco Fabrini e Tomas Milian
Imputato un 41enne di Viterbo, contro il quale la settimana scorsa sono stati ascoltati ulteriori tre testimoni dell’accusa.
Il prossimo 6 ottobre, invece, alla ripresa del processo, sarà la volta dell’ingegnere Lucio Pinchera, il consulente incaricato dal pubblico ministero della ricostruzione cinematica dell’incidente stradale, per capire se le condotte di guida assunte dai conducenti dei mezzi coinvolti siano state conformi o meno alle norme del codice della strada e stabilire quindi un nesso di causa tra rispetto delle regole e limitazione-prevenzione del sinistro.
Lo scorso 21 maggio sono stati sentiti i primi cinque testimoni dell’accusa, tra cui i due passeggeri dell’Audi nera che ha ricevuto l’impatto dello scooter e le persone che hanno prestato i primi soccorsi nell’immediatezza.
Sei i familiari che si sono costituiti parte civile, tra cui i figli e la madre nota costumista, assistita dall’avvocato Armando Fergola del foro di Roma.
La vittima, che aveva 46 anni, viaggiava a bordo del suo scooter Scarabeo in località Casalino, all’incrocio tra viale della Resistenza e viale San Francesco d’Assisi, quando è stato tamponato da una Clio, decedendo sul colpo a causa delle gravissime lesioni riportate nella violenza dell’impatto.
Alla guida del veicolo c’era un viterbese, M.D., 41 anni, l’attuale imputato. E’ invece uscito di scena patteggiando una condanna con lo sconto di un terzo della pena un altro indagato, P,D.M., 36 anni, cui è stata contestata anche la guida sotto l’effetto di cocaina, per il quale il pm Massimiliano Siddi aveva chiesto il rinvio a giudizio per non essersi fermato a prestare soccorso a Fabrini, carambolato con il motorino contro la sua Audi Q3 in seguito al tamponamento.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

