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Tonino Bacci, uno degli arrestati |
Soriano nel Cimino – (sil.co.) – Omicidio Bramucci, al vaglio degli inquirenti i rapporti tra uno dei presunti sicari arrestati all”alba di martedì e una familiare della vittima.
Ci sarebbero state delle telefonate tra la donna e Tonino “Tony” Bacci, l’ultima, senza risposta, dalla familiare a Bacci, poco dopo la mezzanotte di domenica 7 agosto, giorno del delitto.
La sera del 6 agosto, giorno prima dell’omicidio, i due si sarebbero contattati telefonicamente per ben tre volte.
Il corpo della vittima era posizionato nel lato conducente del veicolo e presentava cinque fori di ingresso di proiettili su varie parti del corpo, in particolare in corrispondenza del volto, del braccio e della mano sinistra, mentre nessun bossolo veniva rinvenuto all’interno o in prossimità del veicolo.
Secondo i carabinieri perché, verosimilmente era stato utilizzato un revolver con proiettili del medesimo calibro esplosi dalla stessa arma, come da esiti balistici preliminari del Ris di Roma.
Nel campo di nocciole, a meno di un metro dall ‘asfalto, i militari hanno notato la presenza di un mozzicone di sigaretta marca “Luckies”, mentre più verso l’interno e verso il veicolo sono state scorte tracce di un pneumatico.
L’ispezione cadaverica, cui ha fatto seguito l’esame autoptico eseguito dal medico legale Benedetta Baldari ha confermato la morte violenta del Bramucci in conseguenza di cinque colpi di arma da fuoco, “uno dei quali sparati da un agente esterno posizionato nella parte frontale sinistra ed i restanti in corrispondenza della fiancata laterale sinistra del veicolo, mentre un ulteriore proiettile non ha colpito il bersaglio andando a conficcarsi nel montante della Chevrolet”.
“Le articolate indagini – si legge nelle 21 pagine dell’ordinanza della gip Rita Cialoni – consistite inizialmente nella audizione dei soggetti informati sui fatti, consentivano di individuare l’orario della commissione del delitto che, per quanto di seguito esposto, si colloca intorno alle ore 8.20 del 7 agosto”.
Il suv Chevrolet Captive di Salvatore Bramucci aveva la prima marcia innestata e il freno a mano non era inserito.il motore era spento, il quadro strumenti acceso.
“A tanto deve aggiungersi – si legge sempre nell’ordinanza – che l’esame del telefono cellulare in possesso della vittima consentiva di verificare che alle ore 8.20.45 Bramucci Salvatore aveva tentato di contattare al telefono la moglie e nel medesimo contesto – come evidenziato dalla pg operante che ha esaminato la relativa sezione recordings – avendo incontrato un ostacolo che gli impediva la marcia, verosimilmente individuabile nell’autovettura condotta dagli autori dell’agguato mortale, pronunciava le seguenti parole: ‘Annamo daje, oh'”.
Articoli: Bramucci al telefono quando incrocia i killer pronti a uccidere di Silvana Cortignani – “Il commando armato ha studiato i movimenti di Bramucci nei giorni prima dell’omicidio” di Barbara Bianchi – Ucciso a colpi di pistola, due arresti per l’omicidio Bramucci
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
