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Omicidio Bramucci, uno dei presunti killer: “Non so niente del delitto”

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Omicidio Bramucci - Lucio La Pietra e Tonino Bacci

Omicidio Bramucci – I presunti killer Lucio La Pietra e Tonino Bacci


Soriano nel Cimino – Omicidio di Salvatore Bramucci, i presunti killer davanti al riesame di Roma.

Tonino Bacci, difeso dall’avvocato Giancarlo Costa, ha rinunciato a discutere l’istanza al tribunale della libertà presentata immediatamente dopo l’arresto del 13 settembre dal suo legale. Spera invece di vedere accolta la sua richiesta di attenuazione o revoca della misura di custodia cautelare in carcere Lucio La Pietra, assistito dall’avvocato Antonio Rucco.

Il tribunale del riesame si è riservato. Il pm ha sottolineato che le indagini sono ancora in corso. La discussione si è basata sugli elementi emersi.

“La Pietra sostiene di non essere a conoscenza dell’omicidio”, spiega l’avvocato Rucco. “I due elementi che il pm Massimiliano Siddi ritiene importanti e cioè i tabulati telefonici e il Gps della macchina – prosegue il legale – non sono sufficienti a provare che La Pietra sia salito su quella macchina e che si sia recato a Viterbo”.

“Il giorno del sopralluogo, ovvero il 4 agosto, sicuramente il mio assistito La Pietra non si è recato a Soriano nel Cimino e per quanto riguarda il 7 agosto non risulta da alcun elemento che La Pietra fosse in quella macchina che poi raggiunse la località in cui si trovava l’abitazione di Bramucci” ribadisce l’avvocato. 

Entrambi i presunti sicari sono reclusi da due settimane presso la casa circondariale di Mammagialla, a Viterbo, con l’accusa di omicidio premeditato in concorso per la morte del pregiudicato 58enne di Soriano nel Cimino, ucciso con cinque colpi di pistola nella sua macchina alle 8,20 della mattina di domenica 7 agosto.


L'avvocato Giancarlo Costa

L’avvocato Giancarlo Costa, difensore di Tonino Bacci


A distanza di poco più di un mese dal delitto la gip Rita Cialoni ha accolto la richiesta di arresto in carcere del sostituto Siddi e del procuratore Paolo Auriemma per i due presunti sicari 48enne romani La Pietra e Bacci, che avrebbero raggiunto il luogo dell’agguato a bordo della Smart bianca presa a noleggio da Bacci, usata anche per il sopralluogo del 4 agosto.

Sono invece indagati a piede libero i cognati della vittima Costantin Dan Pomirleanu e Sabrina Bacchio, di 32 e 48 anni, la donna sorella della vedova di Bramucci, e il pluripregiudicato romano Alessio Pizzuti. 

Pomirleanu, il giorno dell’arresto di LaPietra e Bacci, è stato sottoposto a perquisizione domiciliare e al test del Dna, per verificare se appartengano a lui le tracce biologiche di “ignoto” rinvenute sulla scena del crimine durante i rilievi della scientifica.

Silvana Cortignani


Soriano nel Cimino - Omicidio Salvatore Bramucci

Uno dei colpi sparati contro la vittima ha trapassato il parabrezza – nel riquadro Salvatore Bramucci


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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