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Omicidio delle Saline, il killer del professore indagato per stalking solo dopo il delitto

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Tarquinia – Omicidio Angeletti, il killer è stato indagato per stalking solo dopo il delitto. Nessuna querela precedente che sia stata sottovalutata. Sarà processato davanti alla corte d’assise. Oltre che di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e dalla premeditazione, deve rispondere anche di atti persecutori nei confronti della vittima e della sua ex, completamente all’oscuro dei suoi piani e di quanto si stesse facendo di giorno in giorno sempre più pericoloso.


Omicidio delle Saline - Tarquinia - Il luogo del delitto - Nei riquadri: Claudio Cesaris e Dario Angeletti

Omicidio delle Saline – Nei riquadri: Claudio Cesaris e Dario Angeletti


Sperava nello sconto di un terzo della pena del rito abbreviato, invece sarà processato davanti alla corte d’assise del tribunale ordinario di Roma, in piazzale Clodio, Claudio Cesaris. E’ l’ex tecnico dell’università di Pavia in carcere da dieci mesi per la morte del professor Dario Angeletti, ucciso il 7 dicembre 2021 con due colpi di pistola alla nuca alle saline di Tarquinia. La prima udienza è stata fissata alle 9,30 di giovedì 17 novembre. 

L’assassino – reo confesso, anche se avrebbe cercato di far passare il movente del raptus in seguito a una provocazione della vittima – deve rispondere, oltre che di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e dalla premeditazione, anche di atti persecutori nei confronti della stessa vittima e della ricercatrice quarantenne di Abbiategrasso per cui avrebbe tolto la vita al docente cinquantenne dell’Unitus.

Ma non esistono querele precedenti che siano state sottovalutate. La donna, parte civile contro l’imputato con l’avvocato Eliana Saporito, avrebbe capito di essere stata vittima di stalking solo dopo il delitto, quando ha scoperto che il suo ex la pedinava e le aveva messo anche delle cimici sull’auto per spiare i suoi movimenti.

Non avrebbe realizzato prima che l’attaccamento nei suoi confronti dell’ex collega con cui aveva avuto una relazione a Pavia, prima del trasferimento presso l’università di Viterbo, potesse essere pericoloso.

Solo dopo la morte di Angeletti, la donna, alla luce delle indagini, ha rimesso insieme il puzzle delle condotte “anomale” messe in atto dal suo ex, sfociate nel brutale omicidio di colui che il 69enne riteneva essere il suo rivale.

“Ti auguro di provare il dolore che si prova quando ti portano via la persona che ami”, le aveva scritto in un messaggio del 20 novembre 2021, pochi giorni prima di uccidere Angeletti.

Ha pedinato tramite Gps la ricercatrice e Angeletti il 3, 4 e 6 dicembre 2021. E lo stesso ha fatto il giorno del delitto, il 7 dicembre, seguendo la quarantenne nel tragitto da San Martino al Cimino a Monte Romano, recandosi poi a Tarquinia e attendendo l’uscita dal lavoro della vittima.

Una pericolosa escalation di cui la donna non avrebbe fatto in tempo a rendersi conto. “Ricordati che chi semina vento raccoglie tempesta”, le scriveva il 24 gennaio 2021. 

Non ha smesso neanche dopo l’omicidio di Angeletti, chattando con la ricercatrice, ancora ignara dell’accaduto, durante le otto ore successive, fino a pochi minuti prima del fermo.

Era stata una bella giornata il 7 dicembre, tanto che alle 19,10, un’ora circa prima dell’arresto, le scrive: “Ho girato parecchio per gustarmi anche io il sole”.

Era l’ora di cena quando i carabinieri gli hanno bussato alla porta della casa di via Cardorna, a San Martino al Cimino, affittata apposta per stare vicino alla donna per cui aveva lasciato moglie e figlia, una volta andato in pensione.

Silvana Cortignani


 – Omicidio Angeletti, rinviato a giudizio il killer Claudio Cesaris


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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