Viterbo – “Il reddito di cittadinanza ha tolto dalla fame un milione di famiglie”. Elezioni politiche 25 settembre 2022, Massimo Erbetti è candidato al senato, collegio plurinominale e collegio uninominale, per il Movimento 5 stelle. Ex consigliere comunale, consigliata di Giovanni Arena, Erbetti risponde così a chi accusa il M5s di aver fatto approvare e sostenere uno strumento che, così dice chi lo critica, disincentiverebbe a trovarsi un nuovo lavoro finendo anche nelle tasche di chi non ne avrebbe diritto. Dopodiché, Trasversale, deposito nucleare, energie rinnovabili e caro energia.
In vista delle parlamentari di domenica prossima, Tusciaweb ha intervistato i candidati dei principali poli che si contenderanno la maggioranza a Montecitorio e palazzo Madama: centrodestra, centrosinistra, terzo polo e M5s.
Viterbo – Massimo Erbetti, candidato M5s al senato
Massimo Erbetti, con le prossime elezioni è iniziato il declino del Movimento 5 stelle oppure c’è ancora qualche speranza di rilancio?
“Con queste elezioni inizia la rinascita del Movimento. Sono sicuro che siamo sottovalutati e che le persone che andranno a votare ci andranno consapevolmente. Avremo sicuramente delle belle sorprese. Quello che vedo è un consolidamento e da adesso in poi non potrà esserci altro che crescita”.
Che cosa resterà della Tuscia in parlamento dopo le elezioni del 25 settembre?
“Forse resterà poco, ma ci potrebbe essere la possibilità che resti molto. Bisogna aspettare il 26 settembre perché potremmo avere un nuovo senatore di Viterbo. Sicuramente la riduzione dei parlamentari ha ridotto anche la possibilità dei territori di essere rappresentati in parlamento. Ma neanche prima ne avevamo così tanti”.
Quali dovrebbero essere i primi provvedimenti in favore della Tuscia e di Civitavecchia da portare in parlamento?
“La cosa più urgente da fare, in assoluto, è quella del costo dell’energia e del gas che riguarda anche la Tuscia, le sue imprese, i suoi lavoratori, le sue famiglie”.
E come lo si affronta?
“Intervenendo per abbassare il costo dell’energia e del gas altrimenti non andiamo da nessuna parte. Tutto il resto è solo acchiappa click o acchiappa voti. La necessità principale è questa, il costo dell’energia”.
Viterbo – Trasversale
Come si pone il movimento nei confronti del completamento della Trasversale, considerando anche il sostegno che il M5s ha dato a comitati e associazioni che hanno costretto a cambiare tracciato a tutela della valle del Mignone?
“La Trasversale è di vitale importanza. Per il movimento il problema non è la strada in quanto tale, ma il tracciato. Saremmo dei folli a dire che la Trasversale non si deve fare. Il punto è che quel tracciato andava a deturpare la valle del Mignone, che è cosa ben diverse”.
Invece in merito al deposito di scorie nucleari, sempre contrari a farlo nella Tuscia?
“Noi ci siamo sempre espressi contro il deposito di scorie nucleari nella Tuscia. La nostra è innanzitutto una zona sismica e quindi pericolosa. Inoltre stiamo parlando già di una terra martoriata dalle centrali di Montalto e Civitavecchia. Perché portare anche un deposito di scorie nucleari che andrebbe anche a minare agricoltura e turismo, due fattori di sviluppo fondamentali per la crescita del territorio. Chi è che andrebbe in vacanza a pochi chilometri da un deposito nucleare”.
Una posizione simile a quella di tutte le altre coalizioni…
“Certo, le differenze però arrivano sul nucleare. Perché poi i problemi vanno affrontati a partire da questo. Anche il nucleare di quarta generazione non rassicura affatto. Poi, dove le mettiamo le scorie nucleari? Nel giardino del vicino? Quindi, assolutamente no al nucleare?”
Con il prossimo parlamento si riuscirà finalmente a mettere mano al decennale problema dei collegamenti ferroviari tra Roma e Viterbo e al secolare isolamento della Tuscia?
“Noi ci proveremo. Va rivisto il collegamento tra Roma e Viterbo. Quindi sarà nostra cura puntare a risolvere questo grave problema che colpisce tutti i cittadini”.
Viterbo – Porta Romana, la ferrovia
Per la centrale di Montalto è giusta la soluzione di andare verso il turbogas oppure sarebbe stato meglio scegliere il percorso verso le rinnovabili come dovrebbe avvenire per la centrale di Torrevaldaliga nord a Civitavecchia?
“Stiamo andando verso le rinnovabili e questo significa che noi avremo dei luoghi di energia necessari anche a questo passaggio. La centrale di Montalto serve per sopperire alla mancanza di energia che si potrebbe verificare in alcune regioni. Questo finché non avremo la possibilità di dotarci di accumulatori. A quel punto le cose cambieranno. Ma la transizione ecologica ha un percorso necessario che va seguito”.
E’ necessario anche il fotovoltaico nelle campagne?
“Sì, il fotovoltaico è necessario. Tuttavia come regione Lazio, pochi mesi fa, abbiamo emanato le linee guida per le aree non idonee al fotovoltaico. Pertanto gli imprenditori sapranno fin da subito se in un determinato luogo si potrà fare il fotovoltaico oppure no. Non solo ma stiamo dando anche largo spazio all’agrifotovoltaico, cioè pannelli che non vengono più messi a terra permettendo così le coltivazioni, evitando di consumare suolo. Stiamo pure la mappatura delle cave dismesse dove i pannelli fotovoltaici potrebbero essere messi senza consumare altra terra”.
L’accusa principale nei confronti del Movimento 5 stelle è quella di voler mantenere, anzi rafforzare, il reddito di cittadinanza. Lei cosa risponde?
“Il Movimento 5 stelle viene accusato di aver tolto dalla fame un milione di famiglie. Parliamo quindi di 4 milioni di persone che sono riuscite a mangiare. Con il reddito non abbiamo sicuramente risolto il problema della povertà e della disoccupazione, ma almeno abbiamo dato da mangiare a chi non ce l’aveva. Se questa è la nostra colpa, ce la prendiamo tutta. Siamo orgogliosi di avere questa colpa”.
Vi accusano anche del fatto che il reddito di cittadinanza sia stato preso da chi non ne aveva diritto…
“Questo non è vero. Le frodi riguardanti il reddito di cittadinanza sono appena il 3% del totale. Anzi, grazie ai controlli che vengono effettuati sul reddito di cittadinanza, le forze dell’ordine sono riuscite a scoprire altre truffe, ben più gravi del percepire il reddito senza aver diritto. Per cui, accusarci di aver dato il reddito di cittadinanza a tutti è al tempo stesso una falsità e un’assurdità. Questo è un paese dove si evade il fisco per 100 miliardi di euro all’anno, ma si punta il dito sul reddito dove le frodi che ci sono state sono state solo il 3%. Veramente assurdo. Non si vuole proprio vedere il problema e si colpiscono gli ultimi perché non si possono difendere. Un paese alla rovescia, forse l’unico al mondo dove si accusa una forza politica di aver tirato fuori dalla fame un milione di famiglie”.
Roma – Montecitorio, sede della camera dei deputati
Tornasse indietro, il Movimento 5 stelle entrerebbe ancora a far parte del governo Draghi?
“Il governo Draghi non era certo il governo dei nostri sogni. E’ stata una necessità, un governo nato durante la pandemia e dove siamo dovuti necessariamente entrati per salvare tutti i provvedimenti che avevamo adottato. Se non fossimo stati al governo non avremmo potuto fare quello che abbiamo fatto, come ad esempio limitare anche i datti della riforma della ministra della giustizia Cartabia. In termini elettorali, forse, è stata una scelta che abbiamo pagato, ma dei provvedimenti adottati sicuramente il paese ne ha beneficiato. Abbiamo contribuito a salvare il paese”.
Un paese “salvato”, ma, stando ai sondaggi, consegnato alla destra che, tra l’altro, è stata anche forza d’opposizione…
“Aspettiamo il 26 settembre per dirlo, ma supponiamo di sì e non dimentichiamo le responsabilità oggettive di questa avanzata”.
E di chi sono queste responsabilità?
“Il governo Conte 2 è stato fatto cadere da Renzi. Se non si fosse sfilato trovando la maggioranza per far cadere Conte. Poi c’è la responsabilità di chi ha voluto inserire la norma dell’inceneritore a Roma che praticamente non era prevista e non era nel piano regionale. Come se qualcuno volesse far cadere scientificamente il governo. Draghi inoltre avrebbe potuto benissimo continuare a governare, ma anche in tal caso c’è stata la volontà di farlo cadere, e non era la nostra. Noi gli contestavamo solo un provvedimento non l’esistenza del suo governo. Sicuramente non è stato il movimento 5 stelle a consegnare il paese alla destra”.
Una destra che potrebbe far propri anche diversi voti andati in passato al Movimento…
“Non credo. In passato abbiamo avuto un elettorato ampio che comprendeva anche una parte di protesta che poteva venire dal centro, da destra, da sinistra. E forse questa parte di protesta l’abbiamo perso. Poi quando passi da forza d’opposizione a forza di governo, qualcosa perdi. Qualcosa di fisiologico. Dopodiché i sondaggi ci hanno sempre sottostimato”.
Dai “Vaffa” di Grillo al governo, cosa è cambiato in questi anni nel Movimento 5 stelle?
“Dal Vaffa di Grillo nel 2013 a Draghi ci sono 10 anni e in dieci anni il movimento è maturato rispetto al passato. Siamo cambiati ma i principi restano gli stessi. Equità, solidarietà, ambiente. Sono sempre stati nel nostro Dna e continueranno ad esserci sempre. Se non ci fosse stato il Movimento 5 stelle non si parlerebbe di transizione ecologica, mafie, povertà. Siamo rimasti come eravamo, ma crescendo ci siamo sviluppati, preso delle competenze e assunti delle responsabilità. Come quella di entrare nel governo Draghi”.
Il movimento è una forza politica di destra, di centro o di sinistra?
“Non credo esistano più queste categorie e differenziazioni, anche perché non c’è più nessuno che porta avanti un discorso del genere. Noi siamo una forza progressista che guarda ai giovani, all’equità sociale, alla cultura, al futuro. Il nostro programma è da qui a 30 anni, al 2050”.
Meloni, ad esempio, si definisce di destra…
“Certo, ma lo fa solo per attirare un elettorato che quando va a votare vota ancora con quel tipo di distinzioni”.
Però diversi vedono in Meloni un rischio per la democrazia…
“La democrazia è a rischio perché c’è chi vuole vincere con largo consenso per poter poi cambiare radicalmente la costituzione. Ma non possiamo chiedere un voto contro qualcuno. Agli elettori va detto votate noi perché noi salveremo la democrazia, non votate noi perché gli altri potrebbero affossare la democrazia. Non si chiedono voti per paura, perché è una brutta consigliera”.
Daniele Camilli



