Viterbo – La provincia di Viterbo risulta essere la prima del centro Italia per morti di tumore, l’undicesima su scala nazionale. Il dato emerge da una ricerca che ha coinvolto un gruppo di studiosi dell’università di Bologna, dell’università di Bari e del Cnr.
I ricercatori hanno analizzato i legami tra mortalità per cancro, fattori socioeconomici e fonti di inquinamento ambientale in Italia, su scala regionale e provinciale.
In particolare l’approfondimento ha cercato di capire quanto l’inquinamento ambientale possa risultare tra i principali fattori in grado di indurre la proliferazione tumorale.
Gli studiosi hanno preso in considerazione 35 fonti ambientali di inquinamento. Tra questi sono presenti, ad esempio, le industrie, i pesticidi, gli inceneritori, il traffico automobilistico. È così emerso che la qualità dell’aria è al primo posto per importanza per quanto riguarda l’associazione col tasso medio di mortalità per cancro. Seguono la presenza di siti da bonificare, le aree urbane, la densità dei veicoli a motore e i pesticidi.
Anche altre specifiche fonti ambientali di inquinamento si sono rivelate significative per la mortalità di alcune tipologie di tumore. Tra queste, ad esempio, la presenza di aree coltivate associate alla mortalità per tumori al tratto gastrointestinale, la vicinanza a strade e acciaierie per il cancro alla vescica, le attività industriali in aree urbane per il tumore alla prostata e i linfomi.
Il tasso di mortalità da tumore è stato calcolato sul decennio 2009-2018. A livello nazionale la provincia con tasso di mortalità da tumore più alto è risultata quella di Lodi, seguita da Napoli, Bergamo, Pavia, Sondrio e Cremona.
La prima provincia del Centro Italia è Viterbo (in undicesima posizione nazionale), seguita da Roma (diciottesima). Mentre al sud, oltre alla provincia di Napoli al secondo posto, solo quella di Caserta (ottava) rientra nelle prime 10 per mortalità da tumore.
“Questi risultati non mettono in discussione, ovviamente, il fatto che uno stile di vita più sano aiuta a ridurre il rischio di cancro, così come non contestano gli sforzi per arrivare a comprendere le basi genetiche che possono favorire l’insorgere dei tumori – spiega Roberto Cazzolla Gatti, professore dell’università di Bologna e primo autore dello studio -. I nostri risultati, però, ci danno buone ragioni per credere che vivere in un’area altamente inquinata può annullare i benefici che si ottengono con uno stile di vita sano e indurre lo sviluppo di tumori con una frequenza maggiore”.
