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“Il ricorso su Talete è uno spreco di soldi pubblici al limite della temerarietà”

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Giacomo Barelli

Giacomo Barelli

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il ricorso contro Talete è uno spreco di soldi pubblici al limite della temerarietà fatto solo per alimentare la propaganda elettorale in assenza di soluzioni concrete.

Dopo il naufragio di tutte le promesse elettorali in meno di 100 giorni dall’insediamento su temi fondamentali come rifiuti, Francigena, derivati, Talete e oggi l’ultima sul mercato che non verrà riportato come invece promesso nel centro storico, il sindaco Frontini si imbarca nell’ennesimo ricorso infondato contro Talete le cui spese le pagano i cittadini e speriamo domani non debbano pagare anche ulteriori spese legali in caso di sconfitta.

Nessun buon padre di famiglia infatti sprecherebbe i propri soldi per una causa infondata con il rischio di pagarne le spese e così dovrebbe fare a maggior ragione un comune con i soldi dei cittadini evitando di nascondere iniziative politiche dietro fumose o inesistenti questioni giuridiche.

Così è per il sindaco Frontini e il comune di Viterbo, che, dopo aver raccontato in campagna elettorale una serie di favolette sul futuro di Talete, una volta di fronte alla realtà dei fatti e in assenza di soluzioni concrete migliori di quella trovata dalla società di vendere al privato il 40 pet cento delle quote per salvare lavoratori e impresa, non trova di meglio che fare un ricorso se non temerario quantomeno inutile, che avrà l’unico effetto di buttare soldi pubblici e rallentare il risanamento della società. 

Tutto ciò aggravato dal fatto che l’aumento del costo dell’energia crea un un ulteriore grave crisi per Talete mettendo a rischio il servizio per i cittadini ed il posto di lavoro per i dipendenti in caso di fallimento della società.

Basta dunque con la propaganda addirittura a spese del cittadini.

Come Azione della provincia di Viterbo ribadiamo la posizione del nostro leader Carlo Calenda sull’acqua pubblica, come del resto sul nucleare (senza il quale continueremo a usare i fossili e ad essere sotto scacco del gas russo). Serve un dibattito serio e non il populismo di chi dice ‘no’ a tutto. Si abbia il coraggio di riconoscere che che la gestione dell’acqua pubblica non funziona perché in mano a società poltronificio.

Come Azione siamo convinti che dobbiamo procedere sulla strada delle privatizzazioni. Mantenere il controllo pubblico aprendo il capitale al mercato si è dimostrata una buona soluzione per aziende che rappresentano oggi campioni nazionali capaci di sposare regole di mercato e interesse nazionale e può esserlo anche per Talete.

Giacomo Barelli
Segretario provinciale di Azione


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