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“Santa Rosa era giovane, malata e povera ma si è messa in ascolto della città”

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Viterbo – (g.f.) – “C’è tanto disagio, 4 suicidi nel giro di pochi giorni, tanta solitudine”. Nell’omelia della messa il giorno dopo del trasporto, il vescovo Lino Fumagalli pone l’accento sulle difficoltà che molti attraversano: “Povertà, assenza di lavoro, incertezza del futuro, tanto disagio interiore”, per invitare tutti a fare la propria parte, mettersi in ascolto dell’altro.

Portando l’esempio di santa Rosa: “Era giovane, aveva 18 anni – ricorda Fumagalli – senza cultura, fragile di salute e povere. Eppure, si è posta in ascolto della sua città, aiutando e invitando tutti a lasciarsi coinvolgere dall’amore verso Dio”.


Viterbo - Santa Rosa - La messa al santuario

Una forte esortazione: “Èfondamentale essere tutti uniti e concordi, affrontare insieme le difficoltà, includendo tutte le forze presenti e stimolandone altre, la realtà che abbiamo davanti.

Essere uniti e concordi, rompere la consapevolezza che nessuno di noi è in possesso esclusivo della verità e del giusto cammino”.

La solitudine è uno dei mali da combattere. “Ce n’è tanta – prosegue il vescovo – una di queste persone che si sono tolte la vita aveva 41 anni. Non possiamo rimanere sordi, è il fallimento di una comunità non in gradi di direi, noi ci siamo.

Chissà, un colpo di telefono sarebbe bastato, avrebbe aiutato. Ecco perché dobbiamo essere uniti e concordi, ne sono convinto”.


Viterbo - Santa Rosa - La messa al santuario


Tra i banchi, ci sono tutti i protagonisti del trasporto, dal presidente del Sodalizio Mecarini all’ideatore Ascenzi, la sindaca Frontini e il presidente della provincia Romoli.

Ci sono anche diversi politici, dal senatore Umberto Fusco alla consigliera Luisa Ciambella.


Il testo dell’omelia del vescovo Fumagalli

Questa celebrazione, dopo le solenni manifestazioni della Processione del Cuore e del Trasporto della Macchina che hanno coinvolto l’intera Comunità viterbese, è una pausa di silenzio orante che ci permette di accogliere l’invito e i suggerimenti di Santa Rosa per il bene della nostra Chiesa e della nostra Comunità civile.

Rosa, giovane, donna, senza cultura, povera … si è posta in ascolto della sua città e ha cercato di riportarla all’amore antico (Ap2,4) percorrendo Viterbo con il Crocefisso e, insieme, si è fatta carico dei poveri della Città offrendo loro il pane che aveva per venire incontro alle loro necessità. Porci in ascolto: ecco quanto ci chiede Santa Rosa; un ascolto frutto dell’amore per la nostra Città e i suoi abitanti.

Che cosa si aspetta Viterbo da noi come chiesa e come comunità civile?

Vediamo tanto disagio materiale: poveri, assenza di lavoro, incertezza per il futuro … ma c’è, soprattutto, tanto disagio interiore: solitudine profonda (cf. i tanti suicidi), mancanza di valori che diano senso alla vita; incapacità di affrontare i problemi della globalizzazione e del cambiamento d’epoca.

Che cosa fare? Come affrontare questi problemi? Prima di tutto è fondamentale essere tutti uniti e concordi, affrontare insieme, includendo tutte le forze presenti e stimolandone altre, la realtà che abbiamo davanti.

 


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