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Viterbo – (sil.co.) – Scuola aperta solo per pochi, sempre che ci siano almeno dieci alunni per classe. Soltanto ieri hanno saputo che lunedì 12 settembre la prima campanella se suonerà non suonerá per tutti e cambierá l’intero corpo docente.
Una doccia fredda per i genitori dei circa cinquanta bambini iscritti alla materna e alle elementari dell’istituto “San Giovanni”, la storica scuola privata gestita dalle suore in via Mazzini.
“A marzo abbiamo regolarmente pagato l’iscrizione. La settimana scorsa abbiamo comprato le divise, la novità dell’anno scolastico 2022-2023. Nei giorni scorsi abbiamo avuto gli orari e la conferma della mensa, attiva dal primo giorno, mentre il doposcuola sarebbe cominciato a ottobre. Ieri, come un fulmine a ciel sereno, è stata convocata via mail una riunione urgente alle 16, mentre la rappresentante è stata convocata alle 14,30”, spiega una mamma che, a tutela del figlio, chiede di restare anonima.
“Due suore venute da Roma ci hanno detto che una delle tre suore che gestivano la scuola è andata in pensione e sta in Vaticano, mentre le altre due stanno in conventi della provincia. La preside e quattro maestre hanno avuto invece incarichi in scuole pubbliche, per cui hanno lasciato, mentre le insegnanti di musica, inglese e educazione fisica si sono dimesse. Insomma, non c’è più il personale, per cui hanno preparato i fogli per il nulla osta pet iscrivere i nostri figli altrove”.
Nella tarda serata di ieri, dopo un pomeriggio concitato, la notizia del mantenimento delle classi terza, quarta e quinta, nonché della scuola per l’infanzia , sempre che sia garantito il numero minimo di dieci alunni per classe, con un aumento della retta.
“La congregazione – si legge – si fa garante di accompagnare la cooperativa in questo anno scolastico”. I genitori hanno tempo fino alle 13 di oggi per decidere.
“Come facciamo a fidarci? E se fra due mesi il ‘personale docente individuato’, di cui non sappiamo nulla, ci ripensa? E se l’anno prossimo ci fanno la stessa sorpresa? Ci siamo sentiti presi in giro… dalle divise agli insegnanti che alla vigilia dell’apertura non ci sono più… con i nostri figli sulla giostra, che rischiano di perdere amicizie, affetti, certezze acquisiti in questi anni di scuola così importanti per la loro formazione personale e culturale futura, senza che nessuno ci abbia dato tempestivamente la possibilità di scegliere per loro la soluzione migliore”.
“Abbiamo contattato dei legali per capire se possiamo avere una qualche forma di tutela, ma i tempi sono strettissimi e a rimetterci, comunque vada a finire, saranno dei bambini”, l’amara conclusione.
