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Si cala i pantaloni e masturba davanti ai poliziotti, chiede l’abbreviato

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Viterbo - Un intervento di polizia e 118

Viterbo – Un intervento di polizia e 118


Viterbo – (sil.co.) – Completamente ubriaco, lo scorso 10 febbraio ha dato in escandescenze in un bar del capoluogo, dove a tarda sera sono dovute accorrere ben due volanti della polizia per porre un freno alle intemperanze di un 26enne d’origine dominicana che, alla vista delle divise, si è calato i pantaloni e ha iniziato a masturbarsi davanti a tutti.

Ha chiesto di essere processato col rito abbreviato che, in caso di condanna, prevede lo sconto di un terzo della pena. 

Il giovane, vistosi rifiutare il bicchiere della staffa, date le condizioni di palese ebbrezza alcolica in cui versava, ha pensato bene di aggredire la barista, che ha chiamato il 113 ed è stata medicata al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle con una prognosi di dieci giorni.

Arrestato per resistenza e danneggiamento della vettura di servizio con cui a fatica è stato portato in questura, il 26enne dopo la convalida era stato rimesso in libertà dalla giudice Elisabetta Massini, che ha rinviato al 22 settembre il processo per direttissima in seguito alla richiesta di termini da parte del difensore Samuele De Santis per valutare eventuali riti alternativi.

Giovedì la difesa ha chiesto per l’imputato di procedere col rito abbreviato. Richiesta accolta con riserva, per un intoppo procedurale, per cui il processo è stato rinviato al 2 marzo. 


L'avvocato Samuele De Santis

L’avvocato Samuele De Santis


Minacce di morte con la chiave della macchina

Quando la barista ha chiamato il 113, non contento, ha proseguito lo show all’esterno del locale, dove i poliziotti lo hanno trovato a torso nudo che non voleva saperne di calmarsi. “Che cazzo volete? Vi ammazzo”, avrebbe urlato agli agenti, sferrando contro di loro un oggetto appuntito che si è sfilato dalle tasche dei pantaloni e che poi si è scoperto essere non un coltello a serramanico bensì la chiave a scatto della macchina. 


“Volete il c…?”, si cala i pantaloni e si masturba

“Volete il c…? Prendetemi che vi inc… “, avrebbe quindi proseguito in un crescendo di violenza e volgarità, tirandosi giù i pantaloni e cominciando a masturbarsi. E’ finita che i poliziotti hanno dovuto bloccare in tre l’incontenibile 26enne, per poi portarlo in questura per l’identificazione.


Sputava sangue sull’auto della volante

Una volta all’interno della vettura di servizio, ha continuato a scalciare, prendendo a capocciate i finestrini e sputando saliva mista al sangue delle escoriazioni che si era procurato gettandosi a terra per sottrarsi al controllo dei documenti. E una volta giunto in caserma, dove nel frattempo è stato chiesto l’intervento del 118, se l’è presa anche coi sanitari che volevano soccorrerlo.


“Succhiamelo”, rivolgendosi a un’operatrice del 118 

“Succhiamelo, guarda la scimmia che p… che ha”, avrebbe detto a un’operatrice, tornando ad abbassarsi i pantaloni. Dopo di che è crollato in un profondo “letargo” post sbornia, dal quale si è svegliato il giorno successivo quando è stato portato in tribunale per l’udienza di convalida dell’arresto.


 – Ubriaco al bar si cala i pantaloni e si masturba, arrestato dalla polizia


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”. 


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