- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Si dice vittima di strozzini e fornitori: “Ho perso casa e moglie a causa della crisi”

Condividi la notizia:

Viterbo - Un'aula del tribunale

Un’aula del tribunale di Viterbo


Viterbo – (sil.co.) – Dovrà aspettare ancora fino al 6 dicembre per sapere se il giudice gli darà ragione. E’ l’imprenditore viterbese che tra il 2006 e il 2008, quando sarebbe anche stato vittima di un giro di strozzini a causa della crisi, ha denunciato una nota azienda fornitrice di materiali per l’edilizia della provincia.

A detta della parte offesa: “La ditta fornitrice mi ha imposto una cambiale da 60mila euro in un momento in cui ero sovraindebitato, facendomi perdere casa e moglie”. Con lui si è costituita parte civile l’associazione Sos Impresa Lazio, assistita dall’avvocato Guido Conticelli.

Presunta vittima un sessantenne, parte civile al processo con l’avvocato Antonio Rizzello, il quale, più o meno negli stessi anni, ha denunciato una trentina di “canepinesi” e anche due marmisti di Soriano nel Cimino per usura nonché annunciato l’intenzione di togliersi la vita con una lettera alla finanza.

La discussione del processo, che avrebbe dovuto chiudersi il 13 settembre, è stata rinviata fra tre mesi. 


Viterbo - L'avvocato Guido Conticelli

L’avvocato di parte civile Guido Conticelli che assiste l’associaizone Sos Impresa


“Non è vero, l’azienda gli è andata incontro in tutti i modi”, ha detto il difensore Giovanni Labate all’udienza dello scorso 11 giugno, citando come testimone il legale che in quegli anni ha seguito l’intera vicenda in sede civile per l’imputato.

“La parte offesa era un cliente che a un certo punto ha smesso di pagare, accumulando un debito di 48mila euro, salito a 60mila euro quando ha negoziato con l’ufficio clienti una ulteriore fornitura di materiale, a suo dire per portare a termine un appalto con diversi condomini grazie al quale avrebbe potuto saldare tutto”, ha spiegato il testimone in aula.

“Solo la moglie aveva una casa, per cui fu chiesta a garanzia una cambiale da 60mila euro con l’avallo della moglie, che fu data all’ufficio clienti e si è poi rivelata insoluta. Il passo successivo è stato un ricorso al tribunale di Viterbo per un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo, cui non si sono opposti, sulla casa della moglie, che era però pignorata da più creditori”.

“Ci fu un acquirente che pagò tutti i debiti davanti a un notaio – ha proseguito il consulente civilista dell’imputato – l’imprenditore era sempre presente, con il figlio e una volta anche con la moglie. Non si è mai lamentato che la cambiale fosse stata estorta: 48mila euro erano i debiti pregressi, 12mila euro le ulteriori forniture richieste per fare fronte ai lavori che diceva di avere in essere e quindi pagare. La data di scadenza della cambiale l’ha scelta lui, in base ai tempi dei pagamenti che doveva avere dai condomini”, ha concluso il testimone della difesa. 


– Imprenditore edile denuncia ditta fornitrice: “Estorta cambiale da 60mila euro”


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia: