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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La situazione sulla linea Fl3 sta diventando veramente intollerabile. Arrivare puntuale a lavoro o a una visita medica (Gemelli, San Filippo Neri e questa linea è comoda per chi deve raggiungere un ospedale) sta diventando un’utopia.
Dal 24 luglio al 24 agosto, da Roma a Viterbo arrivava un treno ogni due ore, come ogni anno nel periodo estivo. Ed è un dramma per chi continua a lavorare e non ha la possibilità di prendere altri mezzi. Scandaloso che nel 2022 non sia messo a disposizione un servizio sostitutivo tipo un bus, che faccia la stessa tratta del treno. E poi questo succedeva per fare manutenzione. Ma quale, visti i continui problemi?
Un giorno il temporale, un giorno i passaggi a livello, un giorno si vocifera che i nuovi treni “rock” rallentino le corse degli altri. Che poi qualcuno me lo deve spiegare perché se sanno di questi problemi da Oriolo Romano, fermano sempre i treni a Bassano Romano, dove il telefono non prende e non si può comunicare.
Non mi venissero nemmeno a dire “rispettiamo l’ambiente, non inquiniamo” se poi, invece d’incentivare l’uso dei trasporti pubblici, si costringe la gente a prendere l’auto. Che poi, visti questi chiari di luna, anche prendere l’auto è un lusso.
Ma a noi pendolari, chi ci pensa? Le istituzioni in tutto questo dove sono?
Che poi, forse forse, invece di “benvenuti a bordo” sarebbe più realista scrivere sui monitor “lasciate ogni speranza o voi che entrate”. Almeno uno si mette l’anima in pace e non si illude.
Vorrei concludere però con una nota positiva, perché il pendolare lo riconosci anche nei momenti belli. Come quando stai per scendere dal treno e il tuo sguardo incrocia quello di chi ti sta accanto. Non una parola. Solo uno “sbirluccichio” negli occhi e un accenno di sorriso, come a dire: “è puntuale, ci è andata bene”. È raro, ma capita. E quello sguardo lì è impagabile.
Speriamo che qualcuno dall’alto ci ascolti e prenda a cuore questa linea e noi pendolari che ci sentiamo spesso abbandonati a noi stessi e al fato, soprattutto in vista dei lavori che si prospettano.
Gabriella Campagna
