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“Telemedicina, le case delle persone diventeranno luoghi di cura”

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Viterbo – “Telemedicina, le case delle persone diventeranno luoghi di cura”. Workshop della Asl di Viterbo questa mattina all’università degli studi della Tuscia, complesso di Santa Maria in Gradi, Viterbo. Ad introdurlo la direttrice dell’azienda viterbese, Daniela Donetti.

Il titolo del workshop: “Aziende smart: l’approccio sistemico alle prestazioni in telemedicina nella nuova semantica e proattività”. L’obiettivo: “rappresentare – ha detto Donetti – lo sforzo che l’azienda sanitaria locale di Viterbo sta già mettendo in campo, in un confronto costruttivo con le aziende sanitarie e ospedaliere del sistema sanitario regionale, rispetto alle esperienze e alle progettualità implementate”.


Daniela Donetti

Daniela Donetti


“L’incontro – ha poi aggiunto la direttrice della Asl – attraverso la moderazione e la partecipazione di illustri relatori, punti di riferimento nei loro ambiti professionali, intende anche porre le basi per un dibattito costruttivo in relazione a tematiche di estrema attualità come la transizione digitale, le sfide collegate al Pnrr, la digitalizzazione come strumento di flessibilità organizzativa, i nuovi modelli di accessibilità delle cure, fino alle modalità di applicazione efficace delle nuove linee guida relative alla telemedicina”.

L’evento rappresenta inoltre una tappa preparatoria al Forum Risk Management in sanità, partner del workshop viterbese, la cui diciassettesima edizione si svolgerà dal 22 al 25 novembre, nella tradizionale sede di Arezzo fiere e congressi.


Viterbo - Il workshop della Asl all'Unitus

Viterbo – Il workshop della Asl all’Unitus


“Lo sviluppo di telemedicina e teleassistenza – ha spiegato Donetti – si inserisce in un ampio e articolato processo di riorganizzazione dei servizi e di sviluppo di approcci organizzativi e professionali innovativi, orientati a traghettare il sistema salute sempre più verso azioni proattive piuttosto che reattive, integrando i diversi livelli, ospedaliero, territoriale e sociosanitario, a garanzia della continuità delle cure, appropriatezza degli interventi, accessibilità e prossimità. Tale processo, supportato da strumenti quali la telemedicina e la teleassistenza, oltre a favorire il raggiungimento dell’obiettivo della ‘casa come primo luogo di cura”, favorisce approcci multidisciplinari e multiprofessionali, attraverso la costruzione di team strutturati suo bisogno del paziente e caratterizzati da rapidità nella valutazione dei problemi clinici assistenziali e delle risposte ai bisogni delle persone”.

Daniele Camilli


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